Malpensa, la «moratoria» in lista d’attesa

Carlo Toto (AirOne) insiste: «La soluzione per Alitalia? Sia venduta a una compagnia italiana»

da Milano

Carlo Toto, tre domande e tre risposte. Che cosa si aspetta dal Tar? «Non posso parlarne». Quando rivelerà i nomi dei compagni di cordata? «Non prima che si pronunci il Tar». Come ha chiuso il bilancio 2007 AirOne? «In utile, secondo le previsioni». Il presidente della compagnia che per riaffacciarsi alla gara per Alitalia ha scelto la via del tribunale amministrativo, è stato laconico anche con la platea di imprese e istituzioni che ieri si è data appuntamento, a Milano, per sostenere la difesa di Malpensa come scalo hub, contro il disimpegno di Alitalia. Toto è stato accolto come un salvatore, ha illustrato a grandi linee il suo piano, senza tuttavia aggiungere elementi di novità a quelli già noti. «Saremo subito la quarta compagnia d’Europa» ha detto, promettendo poi al pubblico lombardo «25-27 destinazioni intercontinentali» rispetto alle tre previste dal piano industriale della compagnia in vendita.
Nella stessa sede, il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, ha sollecitato in maniera accesa la convocazione del Tavolo per Milano. Per tutta la giornata si sono poi susseguite notizie e smentite; in serata, la notizia di una convocazione per questa mattina alle 10.30 a Palazzo Chigi è stata nuovamente corretta: solo un incontro tecnico. Non c’è da aspettarsi alcuna decisione, dunque, tantomeno sulla tanto attesa «moratoria» dei tagli di Alitalia a Malpensa, per un periodo di due-tre anni. Frattanto i sindacati confederali di Milano, Cgil, Cisl e Uil, hanno confermato lo sciopero del 19 febbraio indetto per salvaguardare l’occupazione del sistema aeroportuale di Malpensa e Linate.
Ieri, dopo un incontro sindacale, una fuga di notizie errate ha spinto fonti vicine a Air France-Klm a precisare che se il governo italiano aderirà all’offerta di Parigi, il Tesoro entrerà come socio nella holding Air France-Klm, sarà rappresentato nel cda e i suoi manager potranno sedere nel comitato esecutivo. Ad Alitalia, in altre parole, sarà dato un ruolo identico a quello delle altre due compagnie controllate dalla holding, quella francese e quella olandese. Se, come pare, al Tesoro, dopo lo scambio azionario, andrà circa il 4% della capogruppo, esso sarebbe uno dei principali soci dopo il governo francese, che possiede il 18% circa.
Tornando ad AirOne, Toto è stato molto esplicito: «La soluzione per Alitalia può essere molto semplice e deve passare per una privatizzazione totale a una compagnia italiana», intendendo ovviamente la sua. Ma, nonostante i tanti annunci e la conferma «lavoriamo per rafforzare l’offerta», nemmeno ieri ha preso corpo un reale impegno da parte degli imprenditori: Marco Tronchetti Provera ha osservato: «Non partecipiamo a gare che non ci sono», mentre Diana Bracco (Assolombarda) ha ribadito: «Se c’è un piano industriale credibile mettiamo la nostra faccia; per ora ci è stato chiesto solo un supporto». Alitalia ieri in Borsa: meno 0,15%.