Malpensa, la nebbia scende solo sul ministro

Sabrina Cottone

Splende il sole su Malpensa, così il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi, può rispondere con l’ironia al ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, che ha stroncato l’hub lombardo con parole molto critiche: «C’è la nebbia tre mesi l’anno, è collegata male, ha bisogno della terza pista. Nessuno vuole atterrare a Malpensa». Bonomi accusa l’esponente di governo di scarsa dimestichezza con l’area: «La sua affermazione è dettata dalla poca conoscenza della zona, visto che l’aeroporto quest’anno non ha mai chiuso neppure un giorno per nebbia».
Un concetto ribadito in modo più colorito dall’assessore all’Urbanistica e al Territorio, il leghista Davide Boni: «Che dire? Il ministro è nato a Roma, ha la cattedra a Reggio Calabria e la nebbia l’ha vista soltanto in cartolina. Mi sembra un ultrà all’attacco della Lombardia, una caduta di stile, non voglio pensare a altro. Non vorrei che in questo gioco si sia dimenticato di essere un membro del governo e si ricordi soltanto del suo luogo di nascita». L’invito è a guardare ai numeri di Malpensa: «Credo che prese di posizioni del genere non tengono minimamente conto dei dati relativi alla crescita del trasporto aereo e al numero di biglietti venduti che hanno più volte confermato il ruolo strategico dell'aeroporto lombardo, tra l'altro riconosciuto anche da molti stati esteri. Malpensa rimane un hub da tutelare e valorizzare».
Anche il presidente Bonomi si concentra sul futuro dello scalo, ricordando che non dipende solo dalla terza pista. «L’hub deve essere potenziato per far fronte alla domanda di mercato, una capacità che può essere aumentata anche prima di arrivare alla terza pista» assicura Bonomi. Una tappa del miglioramento logistico è la realizzazione del raccordo a sud i cui lavori cominceranno in primavera. «Si ridurranno gli attraversamenti consentendo di migliorare l'utilizzo delle piste e quindi di aumentare l'attività» spiega Bonomi.
Anche l’ex guardasigilli Roberto Castelli difende le potenzialità dell’hub lombardo. «Abbiamo un ministro che si attacca al vecchio clichè della nebbia al Nord per bocciare lo scalo di Malpensa in favore di Fiumicino. Sembra addirittura non sappia nemmeno che Malpensa ha una strumentazione esclusiva che consente agli aerei di viaggiare in condizioni di massima sicurezza. Anche in caso di visibilità di categoria 3, vale a dire il livello massimo, l’aeroporto ha riportato unicamente qualche ora di rallentamento dei voli».
Critiche al ministro Bianchi, sia pure velate, arrivano anche dalla maggioranza. Il sottosegretario al ministero dell’Interno, Ettore Rosato, ha parlato nella necessità di potenziare Malpensa: «L'aeroporto ha bisogno della terza pista e per questo va sostenuta ogni iniziativa di sviluppo». Alla fine Bianchi fa una specie di retromarcia attraverso i suoi collaboratori. «L’aeroporto di Malpensa troverà la sua migliore e funzionale collocazione all’interno di un nuovo piano degli aeroporti italiani in via di definizione - fanno sapere dal ministero dei Trasporti -. Di Malpensa verranno valorizzate tutte le potenzialità in una logica di complementarità e specificità e non di competizione con l'aeroporto di Fiumicino». Non resta che attendere.