Malpensa, il Nord scende in pista

Non prendete appuntamenti per il 20 gennaio. Umberto Bossi vi invita
tutti a Malpensa. Schierati pancia a terra nella difesa dello scalo
lombardo attorno al quale si genera il quindici per cento del pil
nazionale. Protesta pro-Malpensa che, ieri, Bossi e i vertici della
Lega hanno affrontato in una riunione nella sede di via Bellerio

Non prendete appuntamenti per il 20 gennaio. Umberto Bossi vi invita tutti a Malpensa. Schierati pancia a terra nella difesa dello scalo lombardo attorno al quale si genera il quindici per cento del pil nazionale. Protesta pro-Malpensa che, ieri, Bossi e i vertici della Lega hanno affrontato in una riunione nella sede di via Bellerio.
E proprio il Senatur ha coniato il leit-motiv della manifestazione, «il Nord difende Malpensa contro lo schiaffo coloniale romano». Slogan di una protesta che, garantisce Giancarlo Giorgetti, sarà «popolare» e aperta «non solo ai leghisti, ma a tutti quelli che hanno a cuore le ragioni del Nord». Quadrato del Nord contro il depotenziamento dell’hub che penalizzerà l’economia di tutto il Nord. I toni della manifestazione, continua il segretario della Lega Lombarda, dipenderanno naturalmente «dall’atteggiamento che avrà il governo Prodi nei prossimi giorni, in particolare su una possibile riapertura del dossier Malpensa sul destino degli slot: se saranno a destinazione del territorio è un conto. Altrimenti? Sarà un’altra cosa». Giorgetti non esclude poi l’eventualità di blocchi autostradali, «si vedrà, non posso escludere niente perché la gente è molto ma molto incazz...». L’appuntamento di sabato 20 sarà comunque preceduto da molte iniziative: «Già, la Padania ha allestito un gazebo davanti all’aeroporto milanese e da sabato ci saranno anche due camper della Lega Lombarda, che presidieranno sino a sabato 20» fa sapere l’assessore Davide Boni, capodelegazione del Carroccio in Regione.

Presenza sul territorio per sostenere le ragioni del Nord, continua Boni, «con tutti quelli che hanno a cuore gli interessi del Nord, a partire da Roberto Formigoni e Silvio Berlusconi». Assenti quelli che «non vogliono bene alla Lombardia» come non gliene vuole «il governo Prodi che ricorre contro una legge lombarda sul traffico aereo, uno schiaffo in pieno viso al Nord»: «Ricorso che è l’ennesima porta in faccia ricevuta da questo governo e che ha fatto capire - pure a coloro che ancora credevano nella buona fede dell’esecutivo - come Prodi voglia imbavagliare e mettere a tacere il Nord». Annotazione di Boni che per il Pd lombardo è, diciamo, «quantomeno strumentale»: «Il ricorso alla Corte dei Conti era chiarissimo fin dal momento dell’approvazione della legge regionale n.29 del 2007. La Lombardia per l’aeroporto di Malpensa ha bisogno di azioni positive e non della polemica propagandistica» sostiene il consigliere Giuseppe Adamoli. Valutazione sottoscritta anche dalla senatrice Maria Pellegatta (Verdi-Pdci): «Quello del governo è un atto inevitabile e opportuno. Nell’interesse di Malpensa, dei lavoratori e dei cittadini occorre spazzare via la legge Formigoni sui trasporti».

Tiritere vetero-nazionaliste di chi, annota l’assessore lombardo alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo, non conosce i «risultati della politica di Formigoni» anche se «sono evidenti»: «Malpensa è tra gli scali europei che vantano i più alti indici di puntualità; è il migliore in assoluto per le merci e ha un tasso di bagagli disguidati che è un terzo di quello di Fiumicino». Ma Malpensa ha anche «generato migliaia di posti di lavoro» che, oggi, «sono messi a rischio dalla politica dissennata del governo Prodi».