Malpensa, politici e industriali si mobilitano: inerzia pericolosa

Bossi: stop alla vendita della compagnia di bandiera. Formigoni: il governo riconvochi il tavolo Alitalia, subito moratoria contro il taglio dei voli. Emma Marcegaglia: inaccettabile il declassamento dell'hub

Milano - Il Nord tiene alta l’attenzione sull'aeroporto internazionale di Malpensa e dopo l’interesse manifestato dagli imprenditori, disponibili a investire sulle rotte lasciate libere da Alitalia, tocca ai politici "nordisti" ma anche agli imprenditori appellarsi al governo. Per chiedere una moratoria e perché crisi a Roma non accentui la "solitudine" in cui rischia di essere lasciato uno dei più importanti scali europei dopo la decisione di cedere Alitalia ad Air France-Klm.

Assolombarda: "Il governi si impegni" Il mondo imprenditoriale chiede al governo impegni precisi sul futuro di Malpensa, il cui declassamento rischierebbe di avere effetti negativi sull’economia del Nord Italia. L’allarme Malpensa è risuonato nuovamente oggi alla Mobility conference organizzata a Milano dall' Assolombarda. A parlarne il presidente degli industriali Diana Bracco, e il vice presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, nel corso di un convegno su cui si sono ritrovati sulle stesse posizioni il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro. "Malpensa è un problema nazionale - ha detto la Bracco - è un asset strategico, chiediamo con forza garanzie sul suo futuro. Chiediamo che venga riesaminata la proposta alternativa a quella di Air France, che prevede il mantenimento dei collegamenti da Malpensa, e che è supportata finanziariamente da tre importanti banche. Un processo decisionale così delicato dovrebbe poter contare su una stabilità politica che oggi il paese non ha".

Formigoni: "Stop alla vendita Alitalia" "La procedura di vendita va fermata subito - dice il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni - bisogna rivalutare e confrontare tutte le offerte di acquisto, il governo deve riconvocare subito il tavolo tecnico e quello politico. La situazione potrebbe aggravarsi se dopo la sfiducia, il governo la lasciasse andare per suo conto. Alitalia ha ricevuto un mandato a trattare la propria vendita e potrebbe mettere questo governo, e anche il prossimo, di fronte al fatto compiuto. La nostra richiesta e quella di una moratoria: tre anni, forse meno, per preparare la sostituzione di Alitalia a Malpensa con un’altra compagnia". Il presidente della Regione, ricordando l’appoggio di imprenditori e mondo sindacale, tenta di rimettere in gioco (ma nei giorni scorsi anche il ministro dei Trasporti Bianchi aveva aperto uno spiraglio) "tutte le offerte, inclusa quella di Air One-Banca Intesa" che punta sullo sviluppo dell'hub del Nord Italia. Formigoni ricorsa anche che il governo in carica in attesa di elezioni "ha comunque i poteri necessari per indirizzare al meglio la vendita di Alitalia»".

Bossi: "Interrompere le trattive" Sulla stessa lunghezza d'omda di Formigoni anche il leader della Lega, Umberto Bossi che dice: "Non si tratta di una questione di ordinaria amministrazione. Per questo credo che le trattative si dovrebbero interrompere...".

Di Pietro: "Dividere le sorti dell'ub da quelle di Alitalia" A proporre una soluzione è il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro: "La soluzione migliore è dividere le sorti di Malpensa dalle sorti di Alitalia. Malpensa oggi è più di Alitalia, produce di più e meglio, è una realtà viva e vegeta. Far patire a Malpensa la cattiva gestione di Alitalia sarebbe un danno peggiore del male. Occorre comunque un tempo tecnico per riconvertire Malpensa con altre compagnie aeree - sottolinea -. Noi lavoreremo tutti insieme per trovare la migliore soluzione e perchè Malpensa resti un hub internazionale. Il governo vuole risolvere il problema Alitalia, ma non vuole distruggere Malpensa".

La Marcegalia: "Inaccettabile declassamento..." Anche Confindustria si schiera in maniera autorevole contro il declassamento dell' hub milanese. "Malpensa non può essere abbandonata e declassata, va evitato il piano attuale che significa una riduzione di due terzi dei voli e la perdita di otto milioni di passeggeri in pochi mesi". Emma Marcegaglia, vice presidente di Confindustria, ribadisce la posizione di viale dell’Astronomia. "In un territorio dove la domanda cresce - ha spiegato - non possiamo accettare una scelta che crea problemi enormi per il nord e il paese". Pur ammettendo che non è compito di Confindustria dare soluzioni, la Marcegaglia ha ricordato che "ci sono piani alternativi a quelli di Air France che vanno considerati con attenzione", accusando i vertici della compagnia francese di voler concedere una moratoria al taglio dei voli solo di "qualche mese".

Confartigianato: "Sostegno da 260mila imprese" "Tra i sostenitori di una Malpensa protagonista del trasporto aereo nazionale ed internazionale ci sono anche le oltre 260.000 aziende artigiane della Lombardia", dice anche Guido Cesati, segretario generale di Apa-Confartigianato Milano. "Declassare e penalizzare Malpensa - continua Cesati - significa non avere ben presente la realtà economico-produttiva del Paese. A Milano e in Lombardia gli imprenditori puntano su competitività e internazionalizzazione, a Roma si pensa e si agisce nella direzione opposta".

Bonomi (Sea): "La crisi di governo non ci aiuta" Preoccupato anche il presidente della Sea, la società che gestisce gli scali milanesi. "Non credo che aiuti Malpensa" ha detto Bonomi parlando della situazione in cui si trova l’esecutivo. Secondo Bonomi infatti il tavolo per Milano era servito "per dare al governo piena consapevolezza della dimensione dei problemi". Il pericolo in questo momento, ha spiegato, è di uno stop: "Auspico che la crisi di governo non porti a un rallentamento anche se di fatto questo è l’effetto che hanno prodotto le consultazioni in corso". L’assenza di un governo, ha aggiunto Bonomi, renderebbe "tutto più confuso ma si tratta di un periodo ipotetico di terzo o quarto grado". In caso di cessione di Alitalia ad Air France e conseguente taglio delle rotte, la risposta di Malpensa nel breve termine, ha detto Bonomi, sarebbe "di tipo contenitivo" attraverso "un consolidamento dei rapporti commerciali con i vettori già clienti e la costruzione di rapporti con nuovi operatori".