Malpensa, la proposta: tassa di un euro per salvare il verde

Fa discutere (e litigare) la proposta della presidente dei parchi
L’assessore Colucci: "Basta mettere le mani in tasca alla gente"

Una tassa di un euro per ogni passeggero che decolla da Malpensa. Per salvare il verde della Lombardia. Ecco l’idea lanciata da Milena Bertani, presidente del coordinamento regionale dei Parchi, per far fronte ai tagli a cui vanno incontro gli enti parco. Una tassa che, idealmente, si affiancherebbe a quella proposta dall’assessore lombardo alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo per raccogliere fondi da devolvere ai comuni varesini "vittime" delle scalo. E che imiterebbe una leggina in favore di Roma prevista dalla manovra finanziaria.
Morale: i passeggeri, un euro qua e un euro là, si troverebbero tartassati senza limite. Una volta per aiutare i comuni in difficoltà, poi per difendere il verde, poi per tutelare il turismo. Questione di spiccioli, per carità, ma la questione sembra destinata a suscitare polemiche. E soprattutto il meccanismo della tassa aggiuntiva non può arrivare né a far lievitare il costo dei biglietti oltre misura né a spolpare chi viaggia.
Si entrerà nel merito della proposta durante il Consiglio regionale programmato a Malpensa per domani. Il documento è già stato depositato negli uffici del Pirellone. "Non vorrei - spiega la Bertani - che cominciasse il dibattito sulla terza pista di Malpensa, senza prima affrontare la questione del verde, il polmone che permette di ammortizzare l’effetto degli aeroporti".
Gli enti parco sono in serie difficoltà e, con i tagli in arrivo, rischiano la paralisi. Già la finanziaria del 2008 aveva dimezzato i compensi degli amministratori delle aree protette. Sono state azzerate le missioni comunitarie, ridotte all’osso le spese per relazioni pubbliche, convegni e pubblicità delle attività. A rischio ci sono anche gli stipendi dei guardia-parco, i corsi di formazione, le auto per la vigilanza nei boschi o lungo i fiumi.
La tassa di un euro a passeggero permetterebbe ai parchi di sopravvivere e di trovare una forma alternativa di finanziamento: in base ai dati Enac, il transito di passeggeri nel 2007 è stato pari a 40 milioni di viaggiatori. Con una ripresa del traffico rispetto ai numeri di oggi, il conto è presto fatto: Federparchi riceverebbe 40milioni di euro per gestire le aree protette. Dei quattro scali lombardi (Malpensa, Linate, Orio al Serio e Montichiari) due si trovano a ridosso del parco del Ticono e del parco Agricolo Sud Milano. Una convivenza non certo facile. I parchi da difendere sono 24 regionali e 78 locali, oltre a 65 riserve e 29 monumenti naturali, per un totale di 450mila ettari. L’assessore lombardo ai Sistemi verdi e paesaggio, Alessandro Colucci, è disposto ad approfondire la proposta. A una condizione: che non si tocchino le tasche della gente. "In un momento come questo - spiega - non è giusto gravare sulle spalle delle famiglie, anche solo con un euro. Se invece viene riconosciuta una quota per i parchi sul valore del biglietto, allora va bene. Purché non ci siano aumenti".
La proposta manda invece su tutte le furie quelli che da mesi si stanno facendo in quattro per il rilancio di Malpensa e per far tornare lo scalo ai bilanci precedenti all’abbandono di Alitalia. "È una proposta assurda - commenta Lucia Anile, (Filcams Cgil) - Almeno quanto lo è la tassa legata al turismo. Parliamo di come rilanciare Malpensa e poi chiediamo ai passeggeri di risolvere i problemi che girano intorno all’indotto".