Malpensa, la Regione presenta il conto a Roma

Per decollare davvero Malpensa avrebbe bisogno di 1,2 miliardi di euro. A tanto ammonta il costo dei collegamenti necessari all’aeroporto per essere accessibile con maggior facilità. Opere irrinunciabili se si punta a far diventare lo scalo un hub internazionale. Infrastrutture che attendono di essere costruite già da anni e che, in gran parte, erano già previste nell’accordo di programma del ’99 per migliorare l’accessibilità a Malpensa. «Da ben otto anni - fa notare l’assessore lombardo alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo - non vengono costruite opere significative per raggiungere l’aeroporto».
Oltre 500 milioni di euro serviranno per costruire i collegamenti stradali e circa 770 milioni per potenziare i tratti ferroviari, in particolar modo quelli tra Milano e l’aeroporto. Dopo aver ottenuto le risorse per la Pedemontana in Finanziaria e garanzie sulle infrastrutture lombarde, la Regione Lombardia si pone come primo obiettivo quello di giocare il tutto e per tutto per il bene di Malpensa. Ieri, durante un incontro con il ministro alle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, nella sede della Provincia di Varese, ci si è accordati per mettere nero su bianco, entro le prime settimane del 2007, tutti gli impegni relativi a Malpensa, dai finanziamenti ai tempi di realizzazione delle opere.
Parlando del futuro dello scalo lombardo, Di Pietro si è dissociato dalle parole del suo collega Alessandro Bianchi, ministro ai Trasporti, e ha puntualizzato che l’aeroporto «ha bisogno di essere utilizzato al meglio e non certo boicottato». Altro che poche carte in mano per diventare hub e problemi di chiusura per nebbia. Malpensa fa parte di quelle che l’ex pm di Mani pulite cataloga tra «le opere essenziali e vitali per l’Italia e per l’economia dell’intero Paese». Da parte del ministro è stato assicurato il massimo impegno per finanziare le opere di accessibilità, purché «poco alla volta e non tutto in una botta sola». Già la Lombardia ha vinto la sua battaglia per costruire le autostrade regionali agognate da anni. Ora avanza richieste per potenziare un sistema aeroportuale da migliorare.
Di Pietro ha anche lodato il metodo di lavoro intrapreso con la Regione Lombardia. Tra un ministero di centrosinistra e una giunta regionale di centrodestra. «Invoco la pax istituzionale per realizzare le grandi opere italiane. Si prenda ad esempio il rapporto con i vertici lombardi. Basta guerre di religione sulle infrastrutture, basta guardarsi in cagnesco. Così facendo, si mantiene la nicchia dell'elettorato, ma non si fa certo il bene del Paese».
Il frutto più recente della collaborazione è la costituzione, confermata dalla Finanziaria, della nuova società al 50 per cento tra Regione Lombardia e Anas per le concessioni autostradali regionali. Entro poche settimane la società prenderà forma. «Stiamo già elaborando le bozze per lo statuto - spiega Cattaneo -. Al di là dei tempi tecnici, considereremo ogni giorno in più un giorno perso».
Soddisfatto per il lavoro fianco a fianco con il ministero alle Infrastrutture anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni: «Il rapporto iniziato lo scorso giugno con Di Pietro ha portato a risultati positivi. Sulla Pedemontana abbiamo raggiunto il consenso unanime. Sulla Brebemi e sulla tangenziale est di Milano ci sono punti di vista differenti che cercheremo di risolvere in vista dell’accordo di programma».