Malpensa, restano a terra 400 valigie

«Colpa di un guasto». Ma la Sea smentisce: «Funzionava tutto»

Matthias Pfaender

Non accenna a normalizzarsi la situazione negli aeroporti milanesi. Dopo la «rivolta dei turisti» avvenuta a Linate lunedì scorso, in cui alcuni vacanzieri di rientro da Catania, esasperati per il ritardo della consegna del bagaglio, avevano oltrepassato le porte che danno sul piazzale dell’aeroporto tentando di recuperare da soli le valigie, un altro caso legato alle pratiche di smistamento dei bagagli riporta Malpensa nel centro delle polemiche. Secondo Dario Balotta, presidente regionale di Fit-Cisl, Malpensa è stata ieri il teatro di un ennesimo caso di smarrimento bagagli. Balotta denuncia che 400 valige sono rimaste a terra mentre i loro proprietari sedevano comodamente in aereo, a causa di un guasto che ha bloccato per due ore, dalle 13 alle 15, il Bhs (Baggage handling system), meglio noto come nastro trasportatore.
Tra i viaggiatori che all’arrivo avrebbero avuto la sorpresa di non vedere consegnati i propri bagagli, anche 100 persone partite da Milano alla volta di New York. «È più che mai necessario - ha commentato il sindacalista - un bilancio di fine stagione dei disservizi Sea da parte della proprietà, e cioè da parte del Comune di Milano. Un’estate, quella della Sea, iniziata male e finita peggio».
«Non c’è stato alcun fermo del nastro trasportatore». Netta la ricusazione della denuncia di Balotta da parte della società che serve gli aeroporti milanesi nella gestione dei bagagli, che sottolinea come i ritardi nella consegna delle valige degli ultimi giorni dipendano dalla difficoltà del periodo, caratterizzato dal massiccio flusso di viaggiatori del controesodo.