«Per Malpensa ricorrerò all’Ue e alla Consulta»

La Regione contesta i regolamenti comunitari e la Costituzione e chiede voce in capitolo sull’assegnazione degli slot che resteranno liberi

nostro inviato a Strasburgo
È una guerra di posizione, con offensive in territorio avversario. E qualche blitz, come ieri a Strasburgo. Nella sede del Parlamento europeo Roberto Formigoni ha annunciato due ricorsi (all’Ue e alla Corte costituzionale) in favore di Malpensa durante un incontro di un’ora con Jacques Barrot, il commissario francese responsabile dei Trasporti. Il governatore lombardo chiede per la Regione il potere di decidere sull’assegnazione degli slot e contesta le attuali regole sulla base di regolamenti comunitari e della Costituzione italiana. «Ci aspettiamo di avere voce in capitolo già nella conferenza Iata dell’11 novembre che deciderà l’assegnazione degli slot e distribuirà le rotte intercontinentali» spiega Formigoni, che denuncia da parte dello Stato italiano «discrimazioni verso i cittadini del Nord». Il presidente della Regione ha aggiunto di voler presentare anche un ricorso anche alla Corte costituzionale contro lo Stato italiano. Insomma, la controffensiva è a tutto campo.
Il commissario Ue Barrot non si sbilancia ma assicura che approfondirà la questione: «Esamineremo le richieste della Lombardia. Non devo sostituirmi al governo italiano ma sono obbligato a dire se c’è violazione del diritto europeo». La richiesta della Lombardia incassa intanto il favore del vicepresidente del Parlamento, Mario Mauro: «Bisogna che le Regioni e i poteri locali siano coinvolti nella scelta degli slot. I voli riguardano il territorio».
Sotto attacco è l’hub lombardo di Malpensa, a cui il piano Alitalia minaccia di tagliare centocinquanta voli intercontinentali. Ieri il presidente e ad della compagnia, Maurizio Prato, è tornato a mettere in discussione il ruolo dell’aeroporto: «Il problema di Malpensa è che ha un’attività di fedderaggio (ovvero di voli di collegamento con le tratte intercontinentali, ndr) in fortissima perdita: costa a Alitalia tra i 150 e i 200 milioni di euro l’anno».
A Strasburgo Formigoni e il suo assessore ai Trasporti, Raffaele Cattaneo, hanno in sostanza contestato all’Alitalia una sorta di «conflitto di interessi nell’assegnazione degli slot». Infatti i voli vengono assegnati da Assoclearance (ente composto anche dai vettori) con una commistione tra concedente (ovvero Assoclearance) e concessionario (i vettori tra cui appunto Alitalia). Nel documento Formigoni chiede di «tutelare gli interessi delle Regioni assegnando alle stesse il compito di intervenire nella definizione dei criteri di coordinamento aeroportuale per l’assegnazione degli slots». Un discorso che, ovviamente, non vale solo per la Lombardia.
«Il governo ci deve affiancare in modo che Alitalia non ci faccia cornuti e mazziati» la conclusione di Formigoni, che ha portato a Strasburgo, sulla scrivania del commissario Barrot, un dossier che ricorda i dati della centralità di Malpensa: il 46% del traffico aereo è concentrato nel Nord; il traffico passeggeri di Malpensa cresce nell’ordine dell’11% l’anno e quello merci ha toccato un incremento del 25% nel 2007; Malpensa ha il record di puntualità. Inoltre, secondo uno studio Ambrosetti, un ridimensionamento dell’hub comporterebbe 15 miliardi di euro di ricaduta negativa sulla Lombardia. Osserva Cattaneo: «Non si può penalizzare la parte più produttiva del Paese». E Formigoni conclude: «Alitalia taglia il proprio core business».