«A Malpensa voli per Cina e India» Così la Moratti progetta il rilancio

«Il governo ha salvato Alitalia, ora deve salvare il modello hub». Letizia Moratti, che ha già chiesto al presidente del consiglio un tavolo urgente per discutere del sistema aeroportuale milanese, torna a difendere con forza il ruolo di Malpensa sullo scenario nazionale. È «indispensabile», rilancia il sindaco, che il governo «liberalizzi i diritti di traffico che consentono di rinegoziare gli accordi bilaterali e di avere uno sviluppo del traffico aereo». Al di là che il partner sia Lufthansa, su cui ha dichiarato più volte di puntare, è il mercato che può rilanciare lo scalo varesino come hub. La Moratti lo ribadisce da tempo e questa volta sostiene la propria tesi coi dati appena resi noti da Sea. Anche senza Alitalia, ad agosto Malpensa ha recuperato oltre il 10 per cento delle perdite, passando dal -31% di aprile al -21% (e un totale di 1,7 milioni di passeggeri) dal primo al 27 agosto. In particolare, riferisce la società che gestisce il traffico degli scali milanesi, anche se la compagnia di bandiera ha trasportato il mese scorso 160mila passeggeri contro i 925.500 transitati nello stesso periodo dell’anno scorso (-82,7%), le altre compagnie di linea hanno invece registrato un aumento del 34,3%. «Rispetto alla perdita iniziale dell’82 per cento del traffico dopo l’abbandono di Alitalia - ribadisce il sindaco -, Malpensa ha già recuperato il 60%, visto che ad agosto è stata “sotto” solo del 20». Se Roma riapre gli accordi bilaterali, consente a Sea di «avere collegamenti diretti ad esempio con Corea, India e Cina, destinazioni dei Paesi emergenti che sono le più importanti sia per i privati che per le merci», mete peraltro che «passano dalle rotte polari e non da sud, quindi se non le abbiamo qui, i passeggeri e le imprese si rivolgono ad altri aeroporti del nord, ma non dell’Italia». Non volano certo a Fiumicino, insomma. Torna a ribadire quanto il piano di Air France fosse «sbagliato perché svendeva la politica dei trasporti del nostro Paese, l’ho spiegato più volte a Prodi ma le mie parole sono rimaste inascoltate». Con l’hub a Malpensa, è «possibile» una riconfigurazione anche di Linate, ma «solo in una logica di investimenti che consentiranno lo sviluppo del sistema aereo milanese». Ipotesi su cui per ora frena il capodelegazione della Lega in Regione, Davide Boni: «Senza un piano certo, è prematuro parlare di ridimensionamento». Di certo, concorda con la Moratti, «restiamo convinti che Malpensa debba avere un ruolo di hub».
Catastrofico il presidente della Provincia Filippo Penati, secondo cui gli effetti del Piano Fenice con cui il governo intende salvare Alitalia saranno disastrosi per gli scali milanesi: «Malpensa sarà ridotta all’osso e Linate chiuderà», e accusa il sindaco di essere «troppo prudente col governo». La replica arriva dall’assessore lombardo ai Trasporti Raffaele Cattaneo: «Agli amici del Pd non va giù che su Alitalia il governo Berlusconi sia riuscito in poche settimane dove loro hanno capitolato per manifesta incapacità». Il governo «ha evitato sia il fallimento o la svendita inaccettabile della compagnia ad Air France sia lo smantellamento di Malpensa». Concorda col sindaco sull’ipotesi di «riconsiderare la situazione di Linate, a patto che aumenti l’accessibilità di Milano e della Lombardia».