Il maltempo guasta le gite ma riempie i ristoranti

Non c’è stato il previsto pienone sul litorale romano e molti hanno preferito sfruttare l’ultima neve

Il maltempo, certo, nel Lazio ha condizionato la Pasqua e la Pasquetta di molti, ma non ha impedito le tradizionali scampagnate e gite fuori porta. Con un po’di sole, naturalmente, sarebbe stato tutto diverso, ma la voglia di vacanza ha avuto la meglio anche su nuvole e pioggia. Ecco allora i ristoranti della provincia registrare il tutto esaurito, come del resto agriturismo e alberghi, le zone di campagna riempirsi di barbecue e tavole imbandite, gli appassionati di sci raggiungere le cime ancora innevate.
Niente pienone sul litorale romano. Pasqua e Pasquetta in tono minore sulle spiagge e nelle pinete di Fiumicino, Fregene e Maccarese. La giornata nuovolosa, a tratti piovigginosa, non ha certo invogliato molti romani a raggiungere la costa per il pranzo. Il pienone atteso dagli operatori turistici, dunque, non c’è stato. Anche se i ristoranti, pure quelli degli stabilimenti balneari, che da giorni avevano ricevuto una pioggia di prenotazioni, hanno lavorato a pieno ritmo. Discreta la presenza di gitanti nei parchi di Fiumicino, Fregene e Macchia Grande, dove famiglie e comitive non hanno rinunciato a barbecue e picnic. A Ostia buono l’afflusso di visitatori al porto turistico.
Tutto esaurito in provincia di Latina. Alberghi al completo, per il ponte, a Sabaudia, San Felice Circeo e Sperlonga. Anche i proprietari di seconde case hanno approfittato dei giorni di festa per trascorrere qualche giorno di vacanza e riaprire appartamenti e ville. Buoni affari pure per i ristoranti. Nonostante il tempo non proprio incoraggiante, anche i turisti mordi e fuggi non sono mancati il lunedì dell’Angelo nei luoghi tradizionalmente utilizzati per le scampagnate, sia in pianura sia nella zona collinare, in particolare tra Bassano, Norma e Cori. Tutti in fila ai giardini di Ninfa, aperti ieri in via straordinaria. Grande afflusso di visitatori anche a Ponza e Ventotene, nonostante i rientri resi difficili dalle condizioni meteo.
A Subiaco vacanze in monastero. C’è chi ha scelto di trascorrere i giorni di festa in preghiera. Alla nuova foresteria del cenobio benedettino di Santa Scolastica, ricavata dalla ristrutturazione dell’ex seminario diocesano, sono arrivati gruppi familiari e single, giunti da varie località di Lazio, Campania e Umbria, oltre a comitive straniere provenienti soprattutto da Olanda e Germania, in cerca di una vacanza diversa, lontana dai ritmi della vita moderna. Moltissimi i turisti che hanno visitato il monastero di Santa Scolastica. Grande afflusso di visitatori anche alla Casa di Preghiera di San Biagio, in prossimità del Sacro Speco, dove assistiti dalle suore, numerose persone hanno passato giorni in assoluta tranquillità.
E i turisti francesi trovano la rocca Chiusa. Delusione per una comitiva di turisti francesi che, giunti ieri mattina a Subiaco in pullman, hanno trovato chiusa la rocca dei Borgia, che avevano programmato di visitare, dopo aver visto i monasteri benedettini di Santa Scolastica e del Sacro Speco. L’antico maniero, dove nel 1480 è nata Lucrezia Borgia, e che fu dimora nei secoli successivi di papi e degli abati commendatari di Subiaco, era l’ultima tappa del loro viaggio. I turisti si sono lamentati soprattutto della carenza di informazioni sulla chiusura della rocca.
C’è chi ha preferito la neve. L’abbassamento delle temperature e la nevicata di sei giorni fa ha reso ancora agibili molte piste da sci. Grande afflusso di sportivi a Monte Livata, dove circa tremila persone hanno goduto dell’ultima neve di stagione. Piste affolate anche al Terminillo: le piste ancora aperte e ben innevate hanno fatto gola a molti romani. Nel resto del Reatino, nonostante il cielo coperto, i molti laghi della zona e i suggestivi centri della Sabina e dell’Amatriciano sono stati scelti come meta di gite dagli amanti del binomio natura-gastronomia tipica.
Nella Tuscia il maltempo rovina la festa. Il tempo incerto e qualche pioggerella qua e là hanno rovinato la classica «poggiata» nei paesi in cui ancora resiste la tradizione, con il tipico menù fatto di pizze di Pasqua, dolci o salate, salumi, uova sode, cioccolata e vino. Anche se la scampagnata è stata quasi completamente soppiantata dal pranzo al ristorante e negli agriturismo. Prima di pranzo molti sono andati a «prendere Pasqua» in alcuni santuari, come vuole un’usanza praticata soprattutto nell’area dei Cimini.
Chiese affollate nel Frusinate. Riti religiosi affollati a mezzanotte del giorno di Pasqua e nella mattinata del giorno di festa nelle chiese di Frosinone e provincia. Molto suggestivi i riti che si sono svolti nelle abbazie di Montecassino e di Casamari. Anche qui invece la Pasquetta è stata rovinata dal maltempo, anche se i più coraggiosi non hanno rinunciato ad accendere barbecue nelle campagne.