Maltempo, si contano i danni mentre piovono le polemiche

«Dalla notte bianca al giovedì nero. Nero come tutte le volte che piove a Roma e la città si scopre sempre più fragile». Primi nubifragi di stagione e prime amare considerazioni da parte di An, in questo caso del consigliere comunale Fabrizio Ghera, sulla ripetuta, drammatica situazione delle strade in seguito alle piogge.
«Ma che sapore ha una giornata uggiosa? – dice Ghera, parafrasando Lucio Battisti –. È il segnale per i romani che conviene correre ai ripari perché le strade si allagano all’inverosimile e addirittura importanti opere pubbliche realizzate recentemente come il passante a nord-ovest e lo svincolo del Tintoretto, si inondano. Inoltre l’asfalto in alcune strade frana creando buche che, come prassi, rimarranno aperte per mesi prima che il Comune mandi qualcuno a coprirle. Come sempre silenzio su questi temi da parte della Giunta di Veltroni e ai cittadini non resta altro che temere le giornate uggiose».
Per l’altro consigliere comunale, Sabbatani Schiuma: «Se a New Orleans è arrivato l’uragano Katrina e sta per arrivare Rita, a Roma abbiamo l’uragano Walter». «I disagi e i danni del nubifragio di giovedì - dice - si potevano evitare se in questi anni Veltroni si fosse preoccupato dei reali problemi della città e non di finanziare mega-concerti per placare la sete di gloria». Il consuntivo? «Gravi incidenti – conclude Schiuma - oltre 500 chiamate ai vigili del fuoco per soccorrere automobilisti e auto sommerse, distacchi di cornicioni e pezzi di balconi a Tiburtina, Boccea e Nomentana, allagamenti delle maggiori arterie capitoline, gente bloccata dall’acqua nei seminterrati e nei bus, traffico impazzito a Porta Pia, Muro Torto, Lungotevere. Insomma: tutto per un nubifragio che si poteva combattere, offrendo servizi alla città utili e vitali per garantire vivibilità alla capitale».
«Certamente non vogliamo speculare sui problemi della città - aggiunge il segretario romano di An, Vincenzo Piso - ma riteniamo inaccettabile che Roma sia rimasta vittima di una paralisi pressoché totale nei suoi collegamenti e nella sua rete stradale per via di una pioggia forte, ma non certo paragonabile all’uragano Katrina. La città ha dovuto affrontare un enorme disagio che ha riguardato stavolta tutti i romani e che si presenta puntualmente ogni anno». «Noi chiediamo - ha proseguito - in maniera schietta cosa faccia, e cosa abbia fatto il Comune di Roma in tutti questi anni per risolvere questa problematica, e perché non abbia provveduto ad adeguati investimenti per il sottosuolo. Noi vogliamo denunciare il modo in cui il Comune, guidato in tutti questi anni da giunte di sinistra, abbia condotto in maniera pessima la gestione della rete fognaria, ma principalmente dell’insufficiente pulizia delle strade, da cui dipende l’intasamento dei tombini, che porta al conseguente allagamento delle strade».
«Rispetto a questi problemi c’è sempre stato un atteggiamento troppo morbido verso le amministrazioni che si sono seguite, soprattutto a livello mediatico. Un’intera città, la Capitale d’Italia, è rimasta paralizzata da una pioggia, e qualcuno, anche all’estero, ha il coraggio di lodare il sindaco».