Il malumore dei «normalisti»

Per i ferrovieri

tempi davvero bui
Sono un ferroviere in servizio sui treni da oltre 27 anni, ho assistito sgomento alla visione sul Tg5 della devastazione di quelle tre vetture del treno 894 in occasione del concerto del 1° maggio. Mi chiedo come i nostri giovani ragazzi possano arrivare a tanto. Nonostante ci siano poche regole nessuno le rispetta. Sui treni purtroppo chiedere il biglietto e mostrarlo per tanti (vedi stranieri) è diventato un optional e si rischia continuamente una coltellata, come già successo ad alcuni miei colleghi. Quel che è più grave è il totale menefreghismo di chi ci governa e che invece dovrebbe tutelarci, visto che con le tasse che paghiamo loro ci campano.
L’ingenuità della Bindi

sul Family Day
Su Il Giornale del 5 maggio a pag. 6, nell’articolo che si riferisce al Family day, il ministro (cattolico?) Rosy Bindi esclama con sbigottimento che, se non ci fossero stati i Dico «non ci sarebbe stato alcun Family day». L’esternazione la trovo sinceramente un po’ «ingenua», sarebbe come dire che se non piovesse non si aprirebbero gli ombrelli. Ebbene, vorrei ricordare all’On. Bindi che se le famiglie non fossero state dimenticate dal neonato ministero per la Famiglia che, anziché aiutarle con riduzione di spese, le ha lasciate in balia dei balzelli di Ici, bollo auto, ticket sanitari e quant’altro possa decurtare le loro precarie pensioni e avesse messo mano sin da subito ai problemi delle vere famiglie, forse il 12 maggio non ci sarebbe stato il nuovo Family day ma il Bindi day.
Roberto Olivato e-mail
Vaccarella si dimette

gli altri purtroppo no
Alla luce delle dimissioni del Prof. Romano Vaccarella, io mi preoccupo che tutti gli altri continuino a sedere imperterriti alla Corte Costituzionale! Evidentemente non reputano gravi le intromissioni dell’esecutivo...
Liliana Bolognesi - Savona
Sull’Ici le leggi di Prodi

non sono uguali per tutti
Berlusconi, in Sicilia, esuberante, legge poco e niente, parla molto e tratta gli argomenti a braccio. Prodi di rimando, credo a Bologna, dice qualcosa con la solita aria grave e greve. Non si capisce molto, come al solito, ma una cosa la si è intesa, anzi due. La prima, il Professore insiste sull’aggiornamento (leggi: aumento) del Catasto Urbano. La seconda? Le sue parole «dobbiamo anche controllare, prima di varare la legge, chi risulterà favorito da queste modifiche». Stavolta ho appreso che le leggi, nell’ottica del suddetto «oratore», non devono essere uguali per tutti.
lettera firmata - Genova
Questo governo

non fa che produrre guai
Ma questo che governo è? Si è intromesso nel caso Telecom facendo scappare At&T e American Movil facendo un danno enorme alla Borsa italiana, con gravi ripercussioni sulla nostra credibilità internazionale. Si è intromesso nella Corte Costituzionale tanto che un giudice si è dimesso, sta facendo una scorrettezza anticostituzionale sulla legge del conflitto di interessi. Mi chiedo: ma quelli che hanno votato questo governo dove sono? Si stanno rendendo conto del danno che hanno provocato al Paese?
Battista Grasso e-mail
In Italia è diventato

impossibile risparmiare
L’alta tassazione dei redditi costringe sempre più le famiglie italiane a richiedere prestiti personali e mutui a banche, finanziarie, ecc., per fronteggiare le necessità contingenti e di medio periodo. Se queste possibilità non venissero accordate la gente si rivolterebbe verso il governo in quanto impossibilitata a vivere, fare le vacanze, ecc. Trentacinque anni orsono il risparmio delle famiglie permetteva di fare mutui con rimborso in 10 anni. Oggi il risparmio netto mensile permette solo di accendere mutui con scadenze di 30 e di 40 anni. Con la nuova tremenda ondata di tassazione il risparmio mensile, di una famiglia standard italiana, si è praticamente annullato, di questo passo sarà difficile sopravvivere!
Gabriele Meregalli e-mail
Quando i nomi

hanno la loro importanza
Maggio 1968: la Francia, storicamente prigioniera della «sindrome del 14 luglio 1789», sterza ulteriormente a sinistra dando inizio al nefasto Sessantotto. Maggio 2007: con la vittoria di Sarkozy, finalmente la Francia compie una decisa controsterzata. È l’innegabile inizio della fine dell’orami logoro ’68, fatalmente destinato a morire lì dove è nato. Del resto sarebbe stato quanto meno imbarazzante, nella repubblica per antonomasia, avere un presidente di cognome Reale (Royal). Viceversa sul versante avversario, classico esempio di nomen omen, si è giustamente imposto un Nicolas. Dal greco noke-laos, vittorioso sul popolo.
N.T. - Milano
Rifondazione partito

di lotta e di poltrone
Occorrono, ogni tanto, degli aggiornamenti lessicali. Uno degli slogan, ad esempio, cari agli ex comunisti recitava: «Partito di lotta e partito di governo». Ora questo slogan va attualizzato. Accade infatti che rifondazione, partito che esprime la terza carica istituzionale dello Stato, si opponga allo sgombero di una sua sede in Milano dove, tra l’altro, risulta moroso da almeno un paio d’anni. E vi si oppone con le solite modalità, ovvero con i suoi militanti che impediscono fisicamente l’arrivo delle ruspe incaricate di iniziare i lavori. Come dicevo poc’anzi e in attesa di una precisazione da parte del presidente Bertinotti che illustri i motivi di questa palese violazione della legge, il nuovo slogan sarà: «Partito di lotta e di istituzione».
Navio Cereda - Milano
Siamo governati

dai nemici di chi lavora
Oggi in banca ho scoperto una nuova tassa. Ho una partita Iva e devo versare i pagamenti (F24) on-line, la mia banca mi addebita al trimestre 7.74 per l’utilizzazione di BancaTel, canone Web base. È proprio vero che i «cattolici adulti» più i sinistri (vedi Visco) sono i peggiori nemici di chi lavora.
Rusmini - Lozza (Va)
Difendiamo il Cavaliere

e la nostra libertà
Vorrei ricordare a questo governicchio sul viale del tramonto, che tutto ciò che verrà inopportunamente deciso a danno del presidente Silvio Berlusconi, non sarà certamente subito dalla sua base elettorale. Difendiamo a denti stretti chi ci permette di essere uomini liberi. Liberi di lavorare, liberi di parlare, liberi di pensare, liberi di educare i nostri figli. Saremo in tanti, in confronto il 2 dicembre non significherà niente. Perché scenderemo in piazza spontaneamente per buttarli, metaforicamente, tutti nel Tevere.
Annamaria Mauro - Firenze
Tassazione sugli immobili

altri costi per i privati
Scrivo, dopo le dichiarazioni del premier sulla tassazione degli immobili, a riguardo dei registri pubblici. Essi risultano arretrati, costosi, burocratizzati benché autorevoli dirigenti delle Agenzie delle Entrate e delle Agenzie del Territorio dichiarino passi da gigante fatti negli ultimi anni, grazie alla informatizzazione della pubblica amministrazione. In realtà attualmente i proprietari di immobili, per regolare la propria posizione con il fisco, devono sobbarcarsi enormi costi in termini di tributi vari e imposte di registro, ricevendo in cambio non un servizio ma molto spesso atti intimidatori. La figura più emblematica di tale modo di fare fiscalità è quella del notaio. Non vado oltre ma credo che tale problema sia molto sentito dai cittadini e dagli addetti ai lavori.
Paolo Cassioli e-mail
Fassino su Ségolène

doveva tacere
La fantasia dei democratici di sinistra che non faranno parte del futuro Partito democratico, non ha limiti: da Ds sono diventati Sd. Piero Fassino, tornando all’attualità, si consola dicendo che Ségolène Royal ha ottenuto un mezza vittoria. Fatte le debite proporzioni, si può tranquillamente affermare che, l’anno scorso, per Berlusconi fu un trionfo!
Giancarlo Testi e-mail
Gli stipendi assurdi

dei parlamentari italiani
Una lettera al Giornale nei giorni scorsi ha giustamente stigmatizzato il fatto che gli europarlamentari italiani sono i più pagati in Europa: quasi il doppio dei tedeschi, il quadruplo degli spagnoli, il decuplo dei lituani. Perché? Perché gli stipendi degli europarlamentari sono determinati sulla base di quelli dei parlamentari del Paese di origine. Ergo, i quasi 1000 parlamentari italiani sono di gran lunga i più pagati d’Europa e probabilmente del mondo. Questa vergognosa situazione si è venuta a creare nel tempo con il consenso di tutta la classe politica, inclusa quella sinistra che a parole si straccia le vesti per difendere i più deboli, ma nei fatti non esita ad abbuffarsi sulla torta pubblica.
Enrico Brogi e-mail
Scudetto o Champions?

Onore a chi le vince
Non capisco la ragione per cui ci si sta chiedendo se abbia più valore vincere il campionato o la Champions. Mi sembra una domanda del tutto fuori luogo, posta al puro scopo di scatenare una polemica insulsa. L’Inter ha vinto il Ccmpionato e lo ha fatto alla grande, quindi complimenti all’Inter; il Milan, la squadra per cui tifo, ha ancora da vincerla la Champions, anche se la partita contro il Manchester è da mettere negli annali del calcio! Si tratta di due competizioni diverse, onore a chi le vince, punto e stop!
Gianni Mereghetti - Abbiategrasso