«Mama Masài»: dentro il cuore dell’Africa

Svezia, Africa, Italia. Per qualche strana congiunzione astrale, un gruppo di donne situate a parecchia distanza l'una dall'altra si mette a progettare una mostra per donne. Più precisamente per le mamme africane. Riuscendo a coniugare arte, passione e solidarietà. L'autrice del reportage, ospitato fino al 16 aprile alla Galleria Fnac di via Torino, è la svedese Ewa-Mari Johansson, fotografa specializzata nella moda e nel ritratto che a Milano ha già esposto diverse volte (nel 1992 alla Galleria Il Diaframma; nel 2004 e nel 2006 alla Galleria 70). La sua nuova personale si intitola «Mama Masài», ed è frutto di un desiderio che per molti anni era rimasto inespresso: quello di avvicinare la sua creatività al Continente Nero per raccontarne le pieghe più commoventi. Voleva parlare delle donne d'Africa, lo ha fatto senza pietismo né retorica, in bianco e nero, come se rinunciare ai colori evidenziasse l'importanza di rughe, sorrisi e fierezza di quella gente. Ewa-Mari Johannson, alta, bionda, diafana, ha vissuto due mesi con questo antico popolo, recandosi in luoghi difficili da raggiungere, girando per i villaggi per catturare nei suoi clic i mille volti di madri e mogli che svolgono un ruolo determinante all'interno di quella società. Sono loro che accudiscono i figli, che allevano il bestiame, che procurano l'acqua o la legna, che rassettano e costruiscono le abitazioni. Una vita dura in un luogo martoriato da carestie e fame, che non impedisce a queste mamme Masài di ridere, di offrire cibo, di dimostrare orgoglio e gioia di vivere. Le sue indigene sembrano modelle, sembrano regine orgogliose del loro posto nel mondo, sempre quello, invariato da secoli. Giovani o vecchie, belle e brutte, tutte offrono lo stesso sguardo che sembra giungere dal cuore puro della Terra. Come l'Africa, anch'esse sono contenitore fertile di vita, inconsapevoli ancelle della Natura stessa.
I 40 scatti, realizzati in medio formato 6x6 con Hasselblad, sono in vendita. Il ricavato verrà destinato ai villaggi Masài fotografati, tramite l'Associazione Maasai Swedish Partnership. Per questa, e per altre ottime ragioni, tre donne hanno aiutato ad organizzare questa mostra, che per tutto il 2008 verrà proposta nelle sedi Fnac della Penisola (a Torino dal 18 aprile al 14 maggio; poi a Genova, Napoli, Roma, Verona e di nuovo Torino). Si tratta di Daniela Basadelli Delegà, pierre meneghina e curatrice dell'allestimento; di Barbara Silbe, critica di fotografia per il nostro quotidiano, che ha curato i testi; della responsabile dell'Ufficio Stampa Fnac Valeria Moreschi. L'esposizione, presentata in occasione del 18° Festival del Cinema d'Africa, Asia e America Latina di Milano, è visitabile con ingresso libero. Info: tel. 02.869541