Mamma batte «Repubblica»

In casa Repubblica i diritti delle donne e dei lavoratori sono sacri: le prime pagine grondano prediche e moralismo. Tranne però quando i lavoratori, e le lavoratrici, sono i loro. È di giovedì la sentenza di Marcello Basilico, giudice del lavoro di Genova, che condanna il gruppo Espresso ad assumere, con tanto di pagamento delle retribuzioni dovute, risarcimento danni e retro datazione del contratto al maggio 2002, la giornalista M.B., assistita dall’avvocato Filippo Biolé. La 37enne, due figli, lavora per la redazione genovese di Repubblica dal 2000, tra contratti di collaborazione, a progetto e promesse di regolarizzazione. Il giudice ha stabilito che di fatto il rapporto era di lavoro subordinato. Non solo. Ha segnalato alla Procura un dirigente aziendale e un giornalista per due reati: falsa testimonianza e violazione del divieto di avvalersi delle madri nel periodo di congedo obbligatorio di maternità. Repubblica avrebbe fatto lavorare M.B. a ridosso del parto.