Mamma Bruni: «I miei sms a Nicolas» E la suocera diventa consigliere politico

In un’intervista a «Tv sorrisi e canzoni», Marisa Tedeschi svela gli stretti rapporti con Sarkozy

Questione di rango. E di indirizzo. Perché quelle che affliggono la massa, quelle dei comuni mortali, insomma quelle di noi tutti, sono suocere standard, di default. Difficilmente evitabili, ma facilmente prevedibili. Insomma sì, le mamme delle nostre signore, ovvero le vice mamme di noi che non abitiamo all'Eliseo - Parigi, Francia, in quell'8° arrondissement che fa tanto chic sia per come suona sia per quell'orgia di "erre" da arrotare - be' loro ci comunicano, spesso ci assillano, con cose ben più terrene rispetto a quelle di cui è usa disquisire con il genero la signora, nonchè madame, Marisa Bruni Tedeschi, mamma di Carla Bruni, ergo suocera di Nicolas Sarkozy, presidente della Repubblica francese.
È lei stessa a rivelarlo, in un'intervista esclusiva che compare sul numero di Tv Sorrisi e canzoni giunto oggi, fresco fresco, in edicola. Rivelazioni ovviamente su Carlà, sulla sua passione (vogliamo chiamarla ostinazione?) per il canto, ma anche più in generale sulla prima famiglia di Francia. Rivelazioni concesse disobbedendo proprio alle ripetute raccomandazioni della figlia: «Mamma, mi raccomando, non parlare con i giornalisti. Non dire niente».
Ne dice, invece, di cose, madame Bruni. Dimostrando di peritarsi a volare davvero alto nel rapporto con il neo-genero.
Così, mentre le nostre suocere si limitano a raccomandarci i cicli da impostare sulla lavatrice per non danneggiare i loro invasivi centrini di pizzo, a chiederci insistenti informazioni su dove sia andato a finire quel servizio da caffè in stile barocco - orribile! - che ci avevano regalato, nonché a raccomandarci quotidianamente di avere cura delle loro "bambine", la prima Belle-mère transalpina non si preoccupa di sconfinare addirittura nella politica, domestica o internazionale che sia. E se il beau-fils non è propriamente a portata di mano, ma è in giro per il mondo in visita di Stato o per impegni legati al ruolo, come ora che si trova in Giappone per il vertice del G8, lei ha ormai la consuetudine di raggiungerlo comunque, solcando in tempo reale i fusi orari con un messaggino sul cellulare.
«Ho preso l'abitudine di mandargli un sms con il mio punto di vista politico in momenti di particolare rilevanza», confessa candidamente la signora Marisa riferendosi al genero, uomo che mostra di ammirare incondizionatamente dal momento che, a suo dire, «sa infondere forza a chi gli sta intorno, dà forza anche a me». Uno che, inoltre, forse per via delle origini ungheresi, «ha il senso del clan», confermato dalla borghesissima abitudine di riunire spesso, la domenica, le loro famiglie.
Quanto al tono delle risposte di Nicolas, relative alle incursioni della suocera nel campo della politica, madame Bruni riconosce con eleganza come non siano sempre improntate a piaggeria parentale. «Dipende», glissa infatti lei, ricordando soltanto di quella volta in cui «lui mi ha scritto: "Hai centrato il punto alla perfezione". E il tema era la politica italiana».
Chissà cosa gli scriverà in questi giorni, sapendolo senza Carlà in mezzo a quelle geishe dagli occhi dolci e magari impegnato ad far pratica con la cerimona del tè? Forse, viste le circostanze, sarà la rivincita di noi mortali. E di tutte le suocere standard: «Se puoi, comprami una delle loro teiere, una di quelle bianche con il manico di bambù», digiterà. «E soprattutto non "distrarti". Marisa». Seguirà sigla: “Ttdo“. Ovvero: ti tengo d'occhio.