Mamma, cacciatrice di cinghiali a 96 anni

A nome della mamma, Rosa Zassarini, cittadina di Gorreto di anni 96, residente dalla nascita nel capoluogo, mi permetto segnalarvi che già nel 2003 telefonai al dottor Borelli chiedendo aiuto per le continue e ripetute escursioni di animali nel mio territorio adiacente alla mia abitazione (pochi metri).
Faccio seguito alla telefonata del 13 settembre al dottor Borelli della Provincia di Genova, denunciando che nella notte animali non ben identificati (potrebbero essere cinghiali, caprioli od altro) hanno distrutto tutto quello vicino a casa che pazientemente con tanta fatica ed amore avevo coltivato durante l’estate. La risposta è stata «domenica si aprirà la caccia e ne saranno abbattuti 650 capi» (bella risposta?!). Nel frattempo posso solo avere fortuna che i cinghiali non torneranno a finire quel che hanno cominciato e sperando che non mi entrino in casa.
La mamma di 96 anni mi fa presente che quando ha iniziato il duro lavoro dei suoi campi intorno al 1922 quel tipo di animali non esistevano quindi non si è mai e poi mai pensato ad una costosa recinzione a proprie spese. Messomi in contatto con un vostro agente, il signor Cavagnaro raccontando tutto, ma il problema rimane in attesa che comodamente si apra la caccia per poter dormire tranquillamente. Conto in un proficuo interessamento per poter tranquillamente passare ad altra vita senza rancore.
Distinti saluti.

Caro Capelli, lei scrive al presidente della Provincia, Alessandro Repetto, svelando un pericoloso particolare. In una telefonata agli uffici di Palazzo Spinola le hanno davvero detto che la soluzione sarà l’apertura della caccia? Che le doppiette faranno fuori 650 cinghiali e saranno tutti contenti? Lo sa cosa vuol dire? Che adesso i Verdi faranno interpellanze a non finire contro la loro stessa maggioranza, minacceranno crisi di giunta e conseguenze nefaste per l’Unione anche a livello nazionale. Ma non si preoccupi, finirà tutto come i suoi cinghiali. Cioè, come prima.
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