Mamma compra scuola per il figlio dislessico

da Londra

Quando la notizia è diventata ufficiale Annabel ha come rivissuto un incubo. La scuola che aveva trovato e a cui aveva iscritto il figlio Jacob, dislessico, stava per chiudere per problemi finanziari. Ha preso in esame ogni soluzione, ma quando ha ripensato a tutti gli anni passati a cercare un luogo dove il suo Jacob potesse essere aiutato, ha optato per la decisione più radicale e coraggiosa: comprare la scuola e diventarne la preside.
Annabel Goodman, di professione avvocato, è ricorsa a questo estremo rimedio per il bene del figlio tredicenne, afflitto da una grave forma di dislessia, tale da costringerlo a cambiare nove scuole negli ultimi anni alla ricerca di un corso di studi adeguato alle sue caratteristiche.
Mamma Annabel, 35 anni, credeva di aver trovato finalmente la soluzione migliore iscrivendolo alla The New Elizabethan School a Hartlebury, nel Worcestershire. Un istituto con soli 19 allievi e una centenaria esperienza nell'assistenza a ragazzi con difficoltà di apprendimento. Pochi mesi dopo l'iscrizione è giunta però la notizia dei guai finanziari della scuola, e del rischio di un’imminente chiusura. «La prima volta che ho visitato questo istituto mi è parsa un’oasi nel deserto rispetto a tutte le altre scuole che avevo conosciuto. Fin dal primo giorno, gli insegnanti si sono dimostrati estremamente disponibili. Non solo accettano la differenza, ma addirittura la celebrano».
Da qui la decisione di «salvare» la scuola, acquistandola grazie anche all'aiuto di altri donatori privati. Jacob ha un fratello di 9 anni che frequenta una scuola pubblica, inadeguata - secondo sua madre - ad accogliere bambini diversamente dotati. «Le scuole pubbliche non hanno risorse, nonostante l’impegno dei docenti, non sono in grado di far fronte alle necessità di Jacob».
Il futuro della scuola sembra assicurato, dunque, ma Annabel non nega qualche problema in famiglia: «Jacob è imbarazzato per il mio ruolo a scuola. Ma penso che segretamente sia abbastanza orgoglioso di me».