Mamma e figlia suicide: nuova tragedia in famiglia

È inquietante la tempistica. La Genova che tenta di superare il lutto della tragica alluvione aggiorna per il secondo giorno consecutivo la conta delle tragedie familiari. Ancora una volta due persone si sono rese protagoniste di un gesto estremo di disperazione. Ieri due donne, una mamma e una figlia, si sono tolte la vita gettandosi dalla finestra del loro appartamento.
Un atto che segue di poche ore quello compiuto martedì da un anziano residente di Marassi che aveva ucciso la moglie gravemente malata e che aveva poi tentato di togliersi la vita ferendosi gravemente con lo stesso coltello usato per colpire la donna. Ancora una volta, all’origine del doppio suicidio di ieri, sembra esserci una triste storia di disperazione familiare. Non economica, ma psicologica. Ieri mattina Emanuela, 53 anni, e sua mamma Clementina di 81, hanno preso la decisione di risolvere nel modo più terribile tutti quei continui problemi quotidiani che non riuscivano più ad affrontare. Sono andate sul balcone del loro appartamento di via De Gasperi, ad Albaro, e si sono lasciate cadere nel vuoto. Un volo di tre piani che non ha lasciato loro scampo.
Alla polizia intervenuta sul posto non è rimasto altro che cercare di capire i motivi di quel gesto. In casa gli agenti hanno trovato un biglietto. Poche righe per confermare la loro ultima volontà. Morire insieme, per farla finita: «Perdonateci, non riusciamo più ad andare avanti». Una spiegazione da approfondire, per capire anche le cause di quel malessere tanto grave da portare alla morte. Non cause economiche, per l’appunto. Ma più probabilmente conseguenze di quell’alcolismo che perseguitava da anni Emanuela, la figlia. Una situazione insostenibile per lei, ma anche per l’anziana madre. Anche i vicini di casa sembrano convinti che il doppio suicidio sia legato a questo stato di malessere che aveva portato le donne a isolarsi sempre più e a soffrire anche di solitudine.
Naturalmente tutte queste ipotesi andranno verificate anche con riscontri clinici e con eventuali tracce di precedenti tentativi di suicidio compiuto dalle vittime. Per il momento le salme delle due donne sono state trasferite all’istituto di medicina legale del San Martino a disposizione del pubblico ministero di turno, che coordinerà l’indagine. Resta soprattutto però clamorosa la coincidenza della seconda tragedia familiare in due giorni in una Genova ancora sotto choc per l’alluvione.