Mamma Giuliani, lo 007 politico che imbarazza già Rifondazione

«L'asse Mieli-Fassino»ha colpito ancora. E ha usato ancora la Liguria, Genova, come piede di porco per scardinare Rifondazione Comunista. Marco Ferrando, il leader dei trotzkisti è appena tornato a Finale, sfrattato dal suo collegio sicuro in Abruzzo dopo la sortita sulle vittime di Nassirya, e già il Corriere della Sera «punta» un altro candidato forte dei «duri». Stavolta tocca a mamma Heidi Giuliani, sicura di un seggio da senatrice per quel suo posto da vice capolista in Liguria. Sopra di lei, primo a essere eletto, c’è solo Gigi Malabarba, che però ha da tempo fatto sapere di essere deciso a lasciare la poltrona conquistata, a fare cioè una gara da «lepre», a fungere da richiamo per portare voti al partito senza però accettare la rielezione. Lo ha ridetto anche ieri al Corriere della Sera, ma stavolta non si è fermato lì. E ha fatto esplodere la nuova bomba. «Ferrando? Ci sono tanti altri candidati che mi piacciono di meno - esordisce Malabarba nell’intervista -. Ma ce n’è una che mi piace molto di più: Heidi Giuliani». A lei non solo lascerà il posto dopo aver fatto campagna elettorale al suo fianco. Per la mamma di Carlo, il ragazzo morto durante il G8 mentre dava l’assalto a una jeep dei carabinieri con un passamontagna sul volto, Malabarba ha altri progetti.
«Vogliamo una commissione parlamentare sui fatti del G8 di Genova - spara il senatore -. E a presiederla dovrà essere Heidi Giuliani». Lei, la mamma-presidente, neppure ha avuto il tempo di incassare il primo voto e già si ritrova su una poltrona da super 007 politico. Lei giura di non saperne niente. «Ma scusi, come posso essere io la presidente se è da cinque anni che chiediamo una commissione parlamentare che non hanno ancora fatto?», prova a nascondersi. Citarle l’intervista non serve. «Non l’ho neppure letta, e io Malabarba non lo conosco tanto bene», ribatte ancora. È l’ultima sua frase, perché poi si ferma e trova l’occasione per uscire dall’imbarazzo di una di quelle situazioni troppo scomode prima delle elezioni. Per sua fortuna mamma Heidi non gradisce l’interlocutore, col Giornale non ci parla: «Non ho motivo né interesse a rispondere a un foglio di carta che si autodefinisce un giornale e non pubblica notizie rwali sul G8», trova il modo di tagliare corto.
Ma stavolta il «danno» l’ha fatto il Corriere. E non è passato inosservato. «Dopo le farneticanti dichiarazioni del no-global Caruso che chiedeva lo scioglimento dei Ros e la strumentalizzazione delle voci ingenue dei ragazzi di Locri, arriva adesso la boutade del senatore trotzkista Malabarba, che propone l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti di Genova da affidare alla presidenza di Heidi Giuliani, la madre del giottino rimasto accidentalmente ucciso mentre con un estintore in mano aggrediva una camionetta dei carabinieri». A parlare è Ivan Maraviglia, responsabile delle strutture territoriali dei Riformatori Liberali, il «partito dei salmoni», i radicali che non vogliono l’alleanza col centro-sinistra. Che subito aggiunge: «Sarebbe un pò come mettere i familiari delle vittime a fare i giurati popolari nei processi e poi dire che l'imputato è pienamente garantito». Un’obiezione già sollevata allo stesso Gigi Malabarba, che però si offende a sentir parlare del rischio di poca obiettività per mamma Giuliani, nel momento in cui si trovasse a giudicare poliziotti e carabinieri, persino Mario Placanica, il carabiniere che sparò dalla jeep, uccidendo Carlo. «Quale migliore condizione per arrivare alla verità? - si domanda Malabarba -. Polizia e carabinieri si sono già autoassolti». Per Rifondazione invece, i processi continuano.