Mamma italiana bloccata con due bambini

da Washington

La benzina che scarseggia, le auto bloccate in coda in mezzo al niente nel Texas, i bambini che accusano i segni del caldo atroce. «Sono preoccupata, non posso certo negarlo»: la voce di Elisabetta Zaffaroni, una mamma italiana in fuga con due bambini piccoli dalla furia di Rita, arriva via cellulare da una strada di campagna a nord-ovest di Houston.
Come gli Zaffaroni, risulta che ci siano altri italiani in viaggio per allontanarsi dalla costa del Texas prima dell’arrivo dell’uragano. Secondo stime non confermate, sarebbero circa 1.600 gli italiani che vivono e lavorano nella zona che domani notte sarà investita da Rita. Come centinaia di migliaia di altri residenti, anche per loro è in corso da ore un’odissea per cercare di lasciarsi alle spalle le zone più pericolose.
«Siamo partiti alle 5,30 del mattino, insieme ad alcuni amici americani», racconta Elisabetta, mentre in auto è bloccata con i figli Giulia, di 5 anni, e Tommaso, di 3, su una strada secondaria che conduce verso Austin, la capitale del Texas. «Abbiamo fatto un convoglio di tre auto - racconta - e ci siamo attrezzati con scorte di acqua e cibo. Abbiamo deciso di non prendere le autostrade, che risultavano già bloccate, ma di allontanarci lungo strade secondarie. Per un po’ è andata bene, ma poi ci siamo trovati paralizzati in una coda infinita di auto».
Tra gli italiani sfollati c’è anche la tuffatrice bolzanina Tania Cagnotto, che da qualche mese si trova a Houston con una borsa di studio. Nel Texas Tania sta mettendo a punto, assieme ad altre tuffatrici di tutto il mondo, la preparazione per le Olimpiadi del 2008. L’Università di Houston ha chiuso i battenti e la Cagnotto, guidando personalmente l’auto, si è trasferita in una località dell’interno, dove ora è ospite di una amica. Se l’università texana non riaprirà in tempi brevi, la tuffatrice azzurra sarà costretta a fare rientro in Italia.