La mamma non chiede i danni al figlio

La vicenda Rai - Primocanale , (al di là delle considerazioni di tipo giuridico, e socioeconomico), ben si presta ad una (o più di una ) «interpretazione» di tipo psicodinamico.
Quale? Vi chiedo, cari lettori, di abbandonare per pochi minuti il concetto di «disputa», e di condividere con me due brevi considerazioni, perdonandomi subito per la loro (solo) apparente banalità …. La prima è: che cosa è negativo e che cosa positivo nello sviluppo umano, e la seconda è una analisi, molto semplice, del concetto di «danno».
Sono abbastanza sicura che molti di voi non siano mai stati sfiorati dal dubbio che la «nascita» dell’uomo (l’evento positivo per eccellenza) sia considerata da alcuni come un evento sostanzialmente negativo! E invece lo è, sia da un punto di vista ontogenetico, che filogenetico, in quanto, alla nascita, l’uomo manca del tutto sia di vigore fisico, che di adattamento istintivo alla natura, è ed è per un lungo periodo di tempo bisognoso di protezione perché è il più indifeso di tutti gli animali (che invece spesso sono rapaci).
Visto? Una cosa positiva, la nascita, può avere in sé criteri di negatività… Peraltro, anche una visone «religiosa» della nascita dell’uomo ci rimanda ad un senso di «imperfezione», se paragonata alla «perfezione», ed armonia del giardino dell’Eden!
L’uomo inizia così la sua fantastica storia evolutiva solo diventando cosciente della sua necessità di migliorarsi, e di trovare nuove soluzioni, ed i Sacri Testi ci hanno insegnato che la sua storia è iniziata proprio con il primo atto di libertà: la disobbedienza ad un comando! Ed ecco un esempio di una situazione, in apparenza negativa (la disobbedienza) che ha portato ad una enorme positività: lo sviluppo dell’Umanità.
Ora, io non voglio dire che Primocanale sia proprio come il bambino, con le sue mille potenzialità, che vuole giustamente crescere, difendendosi, come possibile dagli altri «animali» (rapaci e non), ma voglio solo riaffermare che la vita umana è sempre determinata dall’alternativa fra regressione e progresso, e che ogni passo avanti è spesso ostacolato da chi non accetta «disobbedienze» (o alternative) di alcun tipo, paragonandosi così (a torto) al buon Dio, che ha invece addirittura spedito sulla terra il suo figliolo per «perdonare»!
Passiamo ora al concetto di «danno». La psicoanalisi, come sapete, da sempre ricerca l’energia fondamentale che determina le passioni ed i desideri umani, e Freud ritenne di averla trovata nella libido! Ma, seppure potente, lo stimolo «animale» non è la più forte energia dell’uomo, infatti tutti noi dopo avere mangiato (e bevuto) abbiamo bisogno di coltivare, e soddisfare i nostri bisogni intellettuali.
Proprio per questo sia le culture più raffinate, che le più barbariche hanno offerto soluzioni, che differiscono solamente per qualità! Tutti noi, se per qualche motivo non potessimo accedere liberamente a tutto quanto può soddisfare le nostre esigenze intellettuali, ne subiremmo un «danno» incalcolabile. Anche a questo, a mio avviso dovrebbero pensare i Legali della Rai, nel richiedere il risarcimento di un «danno» (il cui significato mi sfugge) incerto, a fronte di un sicuro «danno» che verrebbe inflitto alle migliaia di telespettatori di Primocanale, ma anche di tutte le altre televisioni locali, se, a causa della «vertenza» da loro prospettata, la televisione privata dovesse subirne un danno economico così grave, da dover limitare le proprie attività. Chi diffonde «cultura» e quindi soddisfa (peraltro gratuitamente) un bisogno fondamentale di tutti noi, singoli individui, Genovesi e Liguri, uomini e cittadini va infatti solo premiato, stimolato, criticato anche pesantemente, se necessario, ma mai «schiacciato».
Spero quindi che «mamma Rai» aiuti, e non ostacoli i suoi «figli adolescenti» a separarsi da lei, superando il (patologico) narcisistico desiderio che a volte assale la madre, e genera nel figlio «danni» incalcolabili: cioè che il pargolo rientri nel suo utero....! Al contrario una buona mamma lascia che ogni figlio trovi la sua identità, e si allontani da lei per crescere sempre più sano e robusto.
A proposito, avete mai sentito di una «buona madre» che abbia mia chiesto, o solo parlato di «danni» al proprio figlio?
*Università di Genova