La mamma: «Ragazzo mio, lascia perdere la Formula uno»

«Un desiderio? Vorrei che restasse in sella a una moto. È la prima volta che un dottore diventa campione. Meno male è successo qui: non avevo più ferie per seguirlo»

nostro inviato a Sepang

Mamma Stefania è una bella donna sugli anta, ma ben sotto i cinquanta. Se a papà Graziano Rossi va riconosciuto il merito di aver regalato al figlio la voglia di correre in moto e il talento poi vistosamente perfezionato da Valentino stesso, a mamma Stefania si devono gli occhi azzurri da cerbiatto del nostro, il suo sorriso grande e l’innata capacità di comunicare con il mondo. «Ma vi assicuro che non c’entro nulla con la trovata di Biancaneve e i Sette nani», precisa lei, accaldata e felice non appena riesce ad uscire dal container-tendone utilizzato per la festa mondiale.
Signora Stefania, sette mondiali, quale il più bello?
«Vi posso parlare di quello passato e di questo, perché gli altri, lo devo confessare, non li ricordo più. E quello che abbiamo appena conquistato... scusate... che Valentino ha appena conquistato è stato un campionato più emozionante nel finale: pensate ai problemi, a quanta tensione c’era dopo l’incidente in Giappone».
Ha sentito Graziano, il suo ex marito?
«No. Però so che Valentino l’ha chiamato di mattina: aveva bisogno di parlare, voleva discutere con lui di questioni tecniche».
Meno male che Valentino ha sistemato la pratica già qui, sennò a lei sarebbe toccato di tornare di nuovo in Italia (come la settimana scorsa dal Giappone) per poi ripartire direzione Qatar.
«Non parliamone. Sono dovuta tornare a Tavullia a lavorare in Comune. Giusto due giorni e via, eccomi qui. Ero convinta che vincesse là, invece... Il problema è che non avevo più ferie: o mi mettevo in aspettativa o niente. Non avrei visto Valentino».
Però ne è valsa la pena.
«Eccome, anche perché è la prima volta che un dottore diventa campione del mondo».
Aspettativa o ferie a parte, come ha trascorso, in ufficio, questi giorni di vigilia iridata. Da tempo, la mamma di Alonso ha lasciato il lavoro in una grande magazzino perché non poteva più vivere. E lei?
«Io niente. Nessuno in Comune mi ha chiesto di Valentino, di come stava, o che cosa faceva. Ormai ci sono abituati. Fanno come se nulla fosse. Però mi sembra che il capo ufficio sia diventato più tifoso di prima».
Però niente ferie?
«Niente ferie».
E questa formula uno di cui si parla tanto?
«Vorrei che facesse solo il motociclista. Se poi un giorno vorrà correre in formula uno, mi basta che smetta completamente con le moto».
Che effetto le fa che suo figlio abbia ricevuto una simile proposta?
«Sapeste quante proposte riceve, e ricevo anche io. Mi chiamano in ufficio per sottoporgli tante di quelle idee...».
Meglio la laurea o il mondiale?
«Sono due emozioni diverse».
Vuol dire che si è emozionata di più quando Valentino è diventato dottore?
«Ma ci mancherebbe...».
La vittoria di Capirossi?
«Mi fa piacere, in fondo è bello che abbia trionfato lui... Mio figlio ha già vinto così tanto...».