Mamma Rosa, l’ultimo abbraccio di Milano

Mariastella Gelmini: «Una donna piccola e forte che credeva nella Provvidenza» E il consiglio regionale sospende i lavori

Il consiglio regionale della Lombardia sospende i lavori. Sessanta minuti per permettere ai rappresentanti del centrodestra, consiglieri e assessori, di partecipare alla santa Messa in ricordo di mamma Rosa.
Ultimo saluto con preghiere e con pensieri alla mamma di Silvio, Paolo e Antonietta Berlusconi. Tutti insieme, consiglieri e assessori, nella basilica di Sant’Ambrogio. «Sento che questo è un lutto di famiglia» dice monsignor Biagio Pizzi che officia la messa di suffragio.
Un «lutto» che pesa anche se mamma Rosa, «adesso, è in Paradiso e da lì continua a proteggere e pregare per noi» prosegue l’arciprete di Sant’Ambrogio. «Siamo radunati in questa basilica in concomitanza dei funerali della signora Bossi Berlusconi eseguiti in forma privata nella cappella di famiglia di Arcore. E questo è un gesto di solidarietà, la nostra preghiera è un autentico gesto di sostegno».
I fedeli lo dimostrano con la partecipazione, la condivisione di «un dolore forte e vissuto intensamente». Già, «mamma Rosa è stata una grandissima persona» fa sapere Roberto Formigoni. Virgolettato presidenziale che viene fortemente sottoscritto da tutti gli assessori di Forza Italia, da Giancarlo Abelli passando per Franco Nicoli Cristiani e Massimo Ponzoni.
C’è anche una sentita partecipazione dei dirigenti milanesi e lombardi di Forza Italia, con in prima fila il coordinatore regionale Mariastella Gelmini: «Mamma Rosa era una donna piccola e forte, con una certezza fortissima nella Provvidenza». Ritratto che il presidente della Lombardia Formigoni completa: «È stata una grandissima persona, intelligente, sveglia e sagace. Ha avuto un grande influsso su suo figlio e lui ha ricambiato con affetto vero. Mamma Rosa è per noi una presenza importante». Memoria del passato che a Sant’Ambrogio si commemora e che, virgolettato dopo virgolettato, si scopre essere il giudizio universale, anche dei cittadini: «Non si può che essere colpiti, travolti da questo lutto. Anche se è volata di sicuro in Paradiso dopo una vita spesa per gli altri».
Parole dettate ai cronisti - col sottofondo di un brano - “Forte come la morte è l’amore” tratto dal Cantico delle Creature - che fanno proprie anche Ombretta Colli, Egidio Sterpa, Guido Manca, Gaetano Pecorella e Antonella Maiolo. E pure sottroscritte dal mondo dello sport, che ieri in Sant’Ambrogio era rappresentato, tra gli altri, da Massimo e GianMarco Moratti, Antonio Matarrese, Cesare Maldini, Claudio Lotito, Silvano Ramaccioni e Ariedo Braida. Tutti uniti, insieme per ricordare «lo sguardo sereno, felice di una bella mamma, una donna di grande energia».
Una donna che ha speso una vita nel donare agli altri, «altruismo» richiamato da Manfredi Palmeri per nome e per conto del consiglio comunale milanese: «La partecipazione di tanti cittadini alla messa in suffragio, nella basilica di Sant’Ambrogio, testimonia l’umanità che ha saputo trasmettere mamma Rosa, donna semplice e forte».
«Semplicità», «coraggio» e «tenacia» nei virgolettati della politica cittadina, che da «oggi si sente orfana di mamma Rosa e dei valori personali che Dio le ha profuso e che lei ha saputo trafficare facendone parte a tanti». Ultime parole di monsignor Pizzi nella chiesa che lentamente si svuota nel ricordo di mamma Rosa.