Mamma scopre di avere una malattia incurabile Accompagna il figlio all’asilo e si toglie la vita

Una giovane mamma si è lanciata dal quarto piano. Nella sua borsetta è stato ritrovato il referto medico. Viveva a Quarto Oggiaro, alla periferia di Milano, ed era affetta da una patologia degenerativa. Anche il padre, anni addietro, si era suicidato dopo aver saputo di essere malato

Proprio com’era accaduto a suo padre tanti anni fa Giovanna si è tolta la vita quando ha saputo di essere molto malata. Una malattia degenerativa, incurabile la sua. Forse la Sla (Sclerosi laterale amiotrofica), forse no. Comunque una patologia drammatica, che l’avrebbe portata inesorabilmente prima al disfacimento mentale e fisico e poi alla morte. Così ieri mattina intorno alle 9 questa 35enne milanese residente con il compagno e il loro figlio di tre anni in via Gazzoletti, a Quarto Oggiaro, ha accompagnato il bimbo alla scuola materna nella vicina via Cogne, quindi ha fatto visita a un’amica che abita al primo piano di uno stabile della stessa strada. E dopo averla lasciata Giovanna è salita di corsa al quarto piano del palazzo e dalla finestra della tromba delle scale, si è lanciata nel vuoto, in strada. È morta subito, come hanno constatato gli operatori del 118 da lei stessa avvertiti pochi attimi prima del suicidio.

E non per farsi convincere a non commettere un gesto ineluttabile, quanto per essere certa che il suo cadavere venisse scoperto subito. Accanto al corpo senza vita la polizia, giunta immediatamente sul posto su segnalazione del 118, ha trovato la borsetta di Giovanna. E dentro è stato rinvenuto una sorta di referto medico che attestava come la malattia fosse ormai in stato avanzato.
Ottima madre, ottima persona, Giovanna A. è sempre stata una donna riservata e perbene. Residente dalla nascita in zona Niguarda con la famiglia d’origine, lavorava come dipendente di una società. Purtroppo la sua è stata un’esistenza segnata dal suicidio del padre che soffriva di crisi depressive e che anni fa, quando venne a conoscenza di essere affetto da una malattia incurabile, si era tolto la vita.

Giovanna aveva ritrovato la sua serenità venendo a vivere con il compagno a Quarto Oggiaro e con la nascita del loro bambino. Tutto sembrava funzionare in maniera armoniosa nella sua vita, fino alla terribile e recente scoperta della patologia degenerativa che si era impossessata del suo corpo e che l’avrebbe portata alla morte. È a quel punto che nella donna dev’essere scattata l’idea di farla finita.
Ieri i poliziotti delle Volanti e quelli del commissariato Quarto Oggiaro sono rimasti a lungo sul posto del suicidio per tentare di capire a fondo quel che era accaduto.

È singolare, oltre che particolarmente toccante, infatti, che una donna porti il figlioletto a scuola e poi entri in un palazzo che non è casa propria e si tolga la vita. Soprattutto in virtù del fatto che questa stessa mamma non ha lasciato nemmeno un biglietto per spiegare le motivazioni del gesto estremo che si accingeva a compiere. Tuttavia le ricerche della polizia si sono rivelate inutili alla luce del documento medico, di per sè già molto eloquente, ritrovato nella borsetta della donna.