«Mamma, ti porterò la coppa e la laurea»

da Tolcinasco (Milano)

Il fratello Edoardo aveva detto che giocare ad Augusta con Tiger Woods gli ha insegnato moltissimo. Con Francesco anni fa si erano promessi che se uno dei due fosse riuscito a giocare il Masters, l'altro gli avrebbe fatto da caddie, così è stato. La storia di Francesco - torinese, 23 anni - per tutti Chicco, inizia tanto tempo fa quando, piccino, preferiva i bastoncini da golf al pallone dei suoi coetanei. Due vite a tutto golf, con il fratello Edoardo, seguiti da Sergio Bertaina, il maestro del circolo nel quale sono cresciuti, il «Torino». Nel palmarès dei fratelli Molinari ci sono titoli italiani e successi internazionali, ma Francesco intende seguire le orme di Edoardo, già laureato in ingegneria, anche nel portare a mamma Micaela una laurea, quella in economia aziendale.
Chicco ha lasciato il dilettantismo dopo un'annata straordinaria nella quale si è aggiudicato la Sherry Cup in Spagna, ha stabilito la miglior prestazione di un dilettante nel Telecom Italia Open con il tredicesimo posto, ha raggiunto la semifinale del British Amateur e, con il fratello Edoardo e Matteo Delpodio, ha portato l'Italia al quarto posto nei Campionati del Mondo a squadre. I suoi tifosi ricordano certamente la rocambolesca conquista della «carta», la snervante qualifica lunga sei giri nella quale 300 professionisti lottano per ottenere i pochissimi posti disponibili per giocare nell'European Tour. Da dilettante a pro del tour maggiore il passaggio è choccante ma Francesco, grandissimo lavoratore e dotato di un talento non comune, ha assorbito benissimo il colpo. È difficile per un rookie mantenere la carta rimanendo nei primi 115 dell'Ordine di merito e lui ce l'ha fatta con largo margine terminando la stagione in ottantaseiesima posizione. Quest'anno è messo ancora meglio: occupa la cinquantesima piazza grazie anche ai tre «top ten» ottenuti dall'inizio stagione in Sudafrica, Malesia e Australia, oltre ad altri buoni piazzamenti. Si è fermato tre settimane, una delle quali trascorsa in America e due ad allenarsi in vista dell'Open a Tolcinasco. I risultati per il momento si sono visti ma, con grandissima umiltà, ammette che «la strada è ancora lunga, il mio obiettivo per quest'anno è rimanere nei primi 60 del ranking europeo per poter giocare la gara finale a Valderrama. Ieri ho giocato meglio di giovedì e ho pattato bene, anche se avrei potuto imbucarne di più».
Vedremo che cosa succederà domani, la scaramanzia non è mai troppa ma, a lungo termine, dove gli piacerebbe che Edoardo gli ricambiasse il favore del Masters? «Ma ad Augusta, senza dubbio». Più che un sogno, è una certezza.