Tra mamma, zia e rock’n’roll i dolori del giovane John Lennon

«Parto, vado ad Amburgo...»,dice lui secco. «Con il nuovo gruppo i...come si chiamano?», replica la donna sorpresa ma imperturbabile. «Ti importa davvero?» replica lui e se ne va incontro alla storia. Finisce così Nowhere Boy, il film dall’asciutto lirismo sull’adolescenza di John Lennon (in uscita domani) della «artista concettuale» alla sua prima vera regia Sam Taylor Wood. Una storia difficile da raccontare ma resa con grande realismo; non c’è avventura, non c’è volontà di stupire o di giocare sul velluto là i classici dei Beatles. Tutto ruota attorno alla complessa personalità del giovane John e del suo rapporto con la mamma «rock» (bravissima Anne-Marie Duff nel ruolo della signora fuori dagli schemi) e della severa zia Mimi (quanta eloquenza negli sguardi e nei gesti di Kristin Scott Thomas). Il dramma famigliare (fatto di incontri-addii-riconciliazioni) e quindi psicologico di John rivive nell’irriverente e angolosa arguzia di Aaron Johnson, che ci mette l’anima per mostrare le ansie e i furori ribelli di John. Non è un film per tutti. Contano i volti, le espressioni, gli scatti, gli sguardi rubati: l’atmosfera e i particolari. L’armonica «Marine Band» regalatagli dallo zio prima di morire; la mamma che gli dice «sai cos’è il rock’n’roll?» e quando lui dice «no» replica: «è sesso»; i dischi jazz rubati nei negozi, gettati nel fiume Mersey e alfine scambiati col rivoluzionario 45 giri I Put a Spell On You di Screamin’ Jay Hawkins. Il resto è (inevitabilmente) noto ai fan ma raccontato con gran gusto e poesia; dalla folgorante visione di Elvis al cinema all’incontro col manierato Paul («tu non sembri un tipo da rock», gli dice John; «perché non dico stronzate?» ribatte McCartney) interpretato da Thomas Sangster, che per il film ha imparato a suonare la chitarra da mancino. Perchè anche qui la musica è importante; John che suona i classici folk col banjo, che si avventa sulla chitarra (su cui si scatena un ulteriore conflitto con zia Mimi), i primi concerti coi Quarrymen in cui si ascolta la storica Spite of All the Danger incisa il 12 luglio ’58 da John, Paul e George con John Lowe al piano e Colin Hanton alla batteria. Un quadro verista (incredibile la scena della morte della madre sotto l’auto) che rilegge una storia arcinota senza annoiare i fan più assatanati, che comunque hanno già trovato una stonatura: la pinta da birra (detta popolarmente «Nonic») con cui John brinda ai 17 anni nel ’57, in realtà fu inventata nel ’60.