Mamme coraggio fanno arrestare banda di pusher

Non ce la facevano più a vedere i loro figli, tutti minorenni, qualcuno addirittura di 13-14 anni, già nell’inferno della droga. Non potevano più assistere alla loro rovina senza fare nulla. Così, alcune madri coraggio, hanno chiesto aiuto al parroco della chiesa vicino al centro dello spaccio, piazza Labriola a Cassino, a due passi dalla Procura, dove i pusher agivano senza curarsi delle forze dell’ordine e sotto gli occhi di decine di commercianti. Don Benedetto Minchella, si rivolse ai carabinieri, certo, ma lanciò anche un appello durante un’omelia domenicale allertando genitori e forze dell’ordine in merito ad una presunta attività di spaccio. Questo accadeva lo scorso anno, qualche giorno prima di Natale.
Il coraggio di quelle mamme e l’iniziativa del sacertode hanno portato, a distanza di un anno, all’arresto di sette pusher che settimanalmente si rifornivano a Secondigliano e Scampia di ogni tipo di stupefacente, dall’eroina al crack, dall’hashish al cobret, una nuova droga molto pericolosa. I giovani finiti in carcere con l’accusa di detenzione e spaccio di stupefecanti appartengono alla Cassino «bene», tra loro i figli di un noto medico e di un politico della provincia di Frosinone. Si tratta dei fratelli Domenico e Giovanni Pontone, Armando Pontone, Alessio Petrozzi, Andrea Grinaudo, Raffaele Miele e Giancarlo Urbano. Per quest’ultimo, già ai domiciliari presso una comunità di recupero, niente carcere: il gip ha disposto che venga mantenuta la misura restrittiva che gli era stata già applicata. Per spingere i ragazzi a fare uso di droghe sempre più pesanti i componenti della banda di spacciatori li minacciavano di escluderli dalla comitiva di piazza Labriola. Si cominciava con l’hashish per poi ad arrivare a sostanze più forti e pericolose.
I carabinieri della compagnia di Cassino non hanno tralasciato la richiesta di aiuto del parroco, messo in guardia dalle mamme esasperate, e hanno avviato indagini minuziosissime. Ieri l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare.