Mamme sole, studenti e poliziotti: pronte 184 case

Via Appennini, periferia nord di Milano. Alle spalle di via Gallarate e del cimitero maggiore. Là dove non c’era l’erba ma una discarica, su un’area di 34mila metri quadrati, oggi svettano quattro nuovi palazzi di edilizia pubblica. In tutto 184 appartamenti, dai 50 ai 90 metri quadrati.
Circondati da verde, dotati di asilo nido, centro anziani e portineria al piano terra. Pensati per accogliere un «mix sociale» come lo ha definito Giovanni Verga l’assessore alla Casa del Comune, ossia «composto dagli inquilini che pagano il canone sociale, da famiglie con redditi medi, ma anche da anziani, giovani coppie e forze dell’ordine». È stata il sindaco Letizia Moratti ieri mattina a consegnare le chiavi al primo inquilino.
«Questi edifici funzionano grazie al teleriscaldamento e sono una risposta concreta a chi afferma che non ci stiamo adoperando per la qualità dell’aria» ha puntualizzato la Moratti riferendosi all’ultima inchiesta sull’inquinamento e all’avviso di garanzia, peraltro «non ancora ricevuto». I lavori sono durati tre anni e costati 30,7 milioni di euro, «tutte risorse comunali tranne sei milioni finanziati dalla Regione» ha chiarito l’assessore ai Lavori pubblici Bruno Simini. Che ha aggiunto: «Siamo in dirittura d’arrivo anche con altri quartieri, zona Ovada, vicino all’ospedale San Paolo, Senigallia a Bruzzano e Civitavecchia in fondo a via Padova, in tutto, compresi i 184 di oggi, sono 800 nuovi appartamenti. Fanno parte di “Abitare a Milano” il progetto del Comune per rispondere alla domanda di case in città».
Il nuovo quartiere di via Appennini è composto da due edifici centrali di 28 appartamenti ciascuno e due laterali di 62 e 66 unità. Tutti e quattro sono ben esposti e luminosi, hanno balconi coperti e infissi di ultima generazione per evitare dispersione di calore. Letizia Moratti ne ha elogiato la qualità: «Non ci sono barriere architettoniche, al piano terra sorgeranno palestra e auditorium e c’è tanto spazio per i giochi all’aperto. I progettisti che hanno vinto la gara sono tra i più giovani che hanno partecipato al concorso, una di loro lavorava in Spagna ed è tornata a casa, è un esempio di “rientro di cervelli”». Sui destinatari degli alloggi, il sindaco ha ricordato che due terzi saranno di edilizia sociale, un terzo a canone moderato, «i servizi sociali ci hanno segnalato tante donne, italiane e straniere, con figli minori a carico, a loro verranno riservati alcuni appartamenti». Sulle case a canone moderato ci sarà un bando ad hoc perchè possano risiedere nel quartiere cittadini che già abitano in zona ma che non possono più permettersi di pagare un affitto privato. E dai residenti del quartiere arrivano due richieste: «Speriamo che aprano anche qualche negozio, non vogliamo il quartiere-dormitorio». La seconda: «Perchè hanno progettato i bagni senza imposte? Quando apro le mie finestre, dalla casa di fronte, vedo tutti i servizi».