Mammucari: solo in Italia ci si scandalizza per il nudo

Comincia questa sera su Italia 1 alle 21 l’irriverente show in cui i concorrenti devono rispondere mentre vengono depilati o circondati da persone senza vestiti

Laura Rio

Scusi, Mammucari, ma quando era piccolo le facevano molti dispetti?
«Sì, certo, mia madre mi infilava il phon nella vasca da bagno e mio padre mi metteva a letto con la termocoperta così quando facevo pipì prendevo la scossa».
Ah, ora si capisce perché ha accettato di condurre uno show in cui i concorrenti vengono depilati, presi a uova in faccia o mandati in giro nudi per lo studio...
«Non solo... una concorrente si mette in ginocchio e immagina di essere la Lewinsky».
Be’, così, nessuno potrà dire senza ragione che si tratta di un programma volgare...
«Scherzi a parte: da piccolo mi trattavano bene, non c’è nessuna donna in ginocchio e lo show è molto meno provocante e sadico di come si immagina. Vogliamo solo far divertire la gente. Le prove sono innocenti e io sarò tanto buono, mi metterò pure la giacca e la cravatta, sembrerò quasi Giletti».
Dunque, Teo Mamuccari, provocatore nato («ma stanco di essere definito antipatico»), da stasera sarà in onda su Italia 1, alle 21, con il nuovo show Distraction, il cui slogan recita: «cosa sei disposto a fare pur di partecipare al programma di Mammucari?». E bisogna essere persone molto disponibili nonché avere un rapporto molto sereno col proprio corpo e la propria autostima per sottoporsi alle «prove» previste nello show. Il meccanismo del gioco si basa sulla distrazione, come appunto recita il titolo: i sei concorrenti dovranno rispondere a domande banali tipo «di che cosa è fatto il ghiaccio?» mentre qualcuno cerca di distrarli, ad esempio, depilandogli le gambe, oppure ficcandogli in bocca un divaricatore come quelli usati dai dentisti. Oppure mettendogli accanto uomini e donne nudi in una cabina in plexiglass. Per prenotare la risposta bisogna fare pipì per primi (seduti su una tazza). Lo show durerà dieci puntate. A sottoporsi agli scherzi ci sarà anche un vip. La distrazione di Teo sarà, invece di qualcuno che gli strappa i peli, una bellissima ragazza di nome Gabriela.
Allora, Mammucari, provi a sostenere che non è un programma trash...
«Infatti non lo è. Non capisco perché in Italia siamo così bigotti. Questo show va in onda negli Usa e in Gran Bretagna. Gli spettatori si divertono e non hanno nulla da ridire, qui da noi si grida allo scandalo».
Non le sembra volgare andare a sfruttare il desiderio di esibizionismo delle persone e sobillare i gusti più pecorecci dello spettatore?
«Vale la risposta precedente. Il mio lavoro è portare cose nuove, ma per gli italiani tutto ciò che è originale è provocatorio perché il nuovo fa paura».
E gli uomini e le donne nudi? Quale è il suo intento: sdoganare in Tv i corpi «normali», quelli imperfetti, grassi, brutti, magrissimi?
«No. Voglio superare le ipocrisie: se nei film o nelle pubblicità si mostrano persone nude non fa effetto, se le mostri in uno show invece sì. Mettere lì uomini con il coso di fuori serve solo per riderci su. In studio (lo show è registrato) nessuno ha avuto problemi».
Ma il suo programma va in onda in prima serata, nella fascia protetta per i minori...
«Infatti le parti intime saranno coperte».
E questo non è ipocrita?
«Infatti, io non avrei criptato le immagini. Ma non posso decidere io. Comunque, è più ipocrita Katia Riccarielli che partecipa a Music Farm e poi dice “io non avevo bisogno di fare un reality”».
In contemporanea con Distraction andranno in onda Montalbano su Raiuno, Carabinieri su Canale 5, Music farm su Raidue, Ballarò su Raitre. Martedì prossimo pure le partite di Champions...
«È per questo che il mio show non farà così scandalo. Perché non lo vedrà nessuno... comunque mi accontenterei di un 10 per cento di share. Se gli ascolti saranno più bassi, me ne andrò all’Isola dei famosi».
Progetti futuri?
«Un film horror da regista con protagonista la figlia di Vanna Marchi messa in un frullatore. Scherzo: vorrei fare un altro programma estivo con Ricci e lavorare con Bonolis».