Man a picco in Borsa dopo il no di Scania

Il gruppo svedese respinge l’offerta da 9,6 miliardi

da Milano

Il board di Scania ha respinto l'offerta da 9,6 miliardi di euro lanciata dal gruppo tedesco Man con l'obiettivo di dar vita al più grande produttore di mezzi pesanti davanti a Volvo e DaimlerChrysler. L'offerta del gruppo tedesco valorizzava Scania 48 euro per azione, o 442 corone svedesi (di cui 38,35 euro in contanti più 0,151 azioni ordinarie Man di nuova emissione) con un premio di circa il 39% rispetto alla media dei prezzi dei titoli Scania negli ultimi tre mesi. Pesante la reazione dei titoli in Borsa: Man a Francoforte ha ceduto il 5,3% circa, Scania invece a Stoccolma è balzata del 5,89%.
Il board di Scania ha motivato il rifiuto sostenendo che l'offerta di Man non riflette il valore e il potenziale di crescita del gruppo. A dare sostegno al board le posizioni dei due azionisti di riferimento, la famiglia Wallenberg che detiene direttamente e indirettamente il 10% del capitale e il 29% dei diritti di voto e Volkswagen che detiene il 34% dei diritti di voto. Il «no» del board e degli azionisti di riferimento di Scania rischia di far fallire l'operazione messa a punto da Man e condizionata al raggiungimento di almeno il 90% del capitale e dei diritti di voto del gruppo. Al momento solo Renault ha confermato di aver ceduto al gruppo tedesco la propria partecipazione pari al 2,85% del capitale e al 5,18% dei diritti di voto. A questo punto Man sarà probabilmente costretta a rivedere la propria offerta.