Manager, exploit Bocconi: meglio della London School

L’alta formazione manageriale milanese avanza nelle classifiche internazionali. La Scuola di direzione aziendale Bocconi si colloca al quindicesimo posto nel mondo e addirittura al quinto in Europa. A certificarlo, dati alla mano, una fonte quanto mai autorevole: il Financial Times, che ieri ha pubblicato l’annuale classifica dell’«executive education», i corsi rivolti ai manager appunto. Nel 2008 la scuola di management milanese, secondo l’indagine condotta dalla testata londinese, guadagna una posizione a livello europeo e addirittura sei su scala mondiale, rispetto alla rilevazione del 2007. Un gradimento sempre crescente da parte dei partecipanti ai corsi, che colloca la Sda Bocconi in posizione più elevata rispetto a vere e proprie potenze della formazione manageriale, come la London Business School, la Stanford University e l’Ateneo di Oxford.
La classifica si basa sul giudizio dei partecipanti ai corsi (15mila per la scuola di management meneghina) e utilizza 32 parametri di valutazione della qualità formativa, a catalogo e quella su misura (studiata cioè insieme con le imprese clienti). Il miglioramento della Bocconi è risultato in entrambe le tipologie di corsi: guadagna infatti cinque posizioni nei corsi a catalogo e nove in quelli su misura, il segmento di mercato che in tutto il mondo segna la crescita più consistente. Secondo il Financial Times, la Bocconi risulta particolarmente apprezzata dai suoi clienti per il processo di «follow-up», cioè di continuità nei rapporti con il cliente, e per le infrastrutture messe loro a disposizione.
«Siamo molto soddisfatti - dice il direttore della Sda, Alberto Grando - nell’arco di due anni siamo passati dal dodicesimo al quinto posto in Europa e dal trentunesimo al quindicesimo nel mondo. Ottimo risultato dovuto alla internazionalizzazione e alla qualità della nostra offerta». E siccome cavallo vincente non si cambia, per il futuro si intende seguire questa stessa strada. «Intendiamo consolidare la nostra presenza nei ranking mondiali - continua Grando - continuando a mantenere il nostro radicamento domestico ma coniugandolo sempre più con la dimensione internazionale».