Manager, la melina dei veltroniani

Pochi i dimissionari nelle aziende della holding del Comune dopo il ko di Rutelli

Supermanager, il motto è «resistere». Sono pochissimi i presidenti e consiglieri d’amministrazione delle aziende della Holding del Comune di Roma che hanno dato le dimissioni all’indomani della vittoria di Alemanno. Ma la maggior parte non molla. Insediati da Veltroni, restano incollati ai posti di comando, centri di potere e soprattutto prebende.
Ecco una breve rassegna per capire chi va e chi resta. Giovedì scorso ha annunciato le dimissioni «irrevocabili» Fulvio Vento, presidente di Atac. A stretto giro si è dimesso pure il vertice al completo di Romametropolitane: Chicco Testa (presidente), Federico Bortoli (ad), Vincenzo Gagliani Caputo (consigliere). Non si hanno notizie, invece, sulle intenzioni di Fabiano Fabiani, presidente dell’Acea, né dell’amministratore delegato, Andrea Mangoni. Tantomeno su quelle di Carlo Grimaldi, presidente di Multiservizi, e di Giuseppe Labarile, Gemma. Salvo sorprese dell’ultim’ora, da quando il Campidoglio è passato al centrodestra nessuno di loro parla più. «Il silenzio è d’oro», il motto di Stefano Bianchi, presidente di Met.Ro., di Ivana Della Portella, presidente di Zetema, di Tommaso Di Tanno, presidente de Le Assicurazioni di Roma. Qualcuno cerca di guadagnare tempo in attesa che si chiariscano le caselle della Provincia. Non si sa che vuole fare il presidente dell’Ama, Giovanni Hermanin, né quello di Trambus, Raffaele Morese. Si ignorano le intenzioni di Raffaele Ranucci, ad di Trambus, di Paolo Cuccia, presidente Eur spa, di Vincenzo Puro, presidente Risorse per Roma. Posti chiave, i loro.
A prescindere dalle retribuzioni, caselle fondamentali nel sistema politico che fu di Veltroni. Scorrendo l’elenco dei presidentissimi si trova di tutto. Politici avanti con gli anni ma ancora in carriera, imprenditori di successo, ex sindacalisti. Ma anche... (come direbbe Veltroni) manager capaci di passare senza batter ciglio dalle condotte dell’acqua alle fiere o ai servizi cimiteriali. C’è chi siede in 12 consigli d’amministrazione, pubblici e privati. Una foresta. Fabiano Fabiani, 78 anni, dal 2003 presidente dell’Acea, già nei cda di Autostrade, Finmeccanica, Cinecittà Holding, Palaexpo, Apt, fino a poco tempo fa era anche consigliere della Rai.
All’Acea occupano una poltrona Luigi Spaventa, 74 anni, ex presidente Consob, già ministro del bilancio con Ciampi dal ’93 al ’94, e Dino Piero Giarda, sottosegretario con D’Alema nel ’99. Un altro ex sottosegretario di D’Alema è Raffaele Morese, 66 anni, proveniente dalla Cisl. Lunga la carriera di Raffaele Ranucci, 51 anni, imprenditore immobiliare, ex assessore regionale al turismo, già capo delegazione ai Mondiali di calcio 1994 e 2002, già presidente del comitato per le Olimpiadi di Roma 2004. Anche se forse Ranucci è alla fin fine più noto come proprietario della barca su cui si conobbero Casini e Azzurra Caltagirone... Giovanni Hermanin, 57 anni, prima di approdare all’Ama è stato assessore regionale all’ambiente e al personale al Comune. All’Ama ha trovato posto Carla Rocchi, 66 anni, già sottosegretario alla scuola con Amato nel 2000. Paolo Cuccia, infine, è stato presidente di Acea e Bna, prima di diventare il numero uno di Eur spa. Per qualcuno di essi potrebbe essere giunto il momento di godersi la vecchiaia.