Un manager della sanità per curare il Pat

Superata la tempesta del consiglio di amministrazione, ora la palla passa alla Regione cui spetta l’«onere e l’onore» di nominare un commissario per traghettare l’ente fuori dalla crisi. Il commissariamento dovrebbe durare non più di 6 mesi, dopodiché, a elezioni avvenute, i tempi saranno maturi per nominare il nuovo board, che non potrà non tenere conto dei nuovi equilibri elettorali. Più che concentrare l’attenzione sul nome del commissario, che sicuramente sarà un tecnico, sulle nomine si stanno muovendo i partiti. I mal di pancia tra Pdl e Lega lasciano intravedere l’accusa che da più parti viene mossa al Carroccio: aver cavalcato lo scandalo per fare campagna elettorale. Al grido di «noi siamo senza macchia» - «non ci sono esponenti leghisti in affitto o acquirenti di case del Pat, mentre qualche amico del Pdl c’è» osserva Matteo Salvini - i lumbard punterebbero al commissario o più probabilmente, al prossimo presidente. Anche se il Carroccio semtisce: «La Lega non è interessata a indicare un commissario. I problemi sono stati creati da altri se li risolvano gli altri».
La Regione «sta accelerando al massimo la procedura per poter fornire al Pat una guida in un lasso di tempo molto breve», ha spiegato il governatore, che ha aggiunto «procederò a scegliere la persona più adeguata all’interno di un albo già conosciuto da tempo, ovviamente sentirò anche il parere del sindaco Moratti e delle altre persone della giunta». Sono 95 i nomi nell’Albo regionale dei commissari delle aziende di servizi alla persona 2008 - 2011. I criteri? «Esperienza», «professionalità», «trasparenza», «conoscenza delle regole pubbliche», soprattutto «capacità di rapporto con altri enti, come l’agenzia del Territorio e la Camera di commercio» che potrebbero individuare uno tra gli attuali dirigente della sanità. Di sicuro il presidente sceglierà, tra i suoi uomini di fiducia, qualcuno che si sia distinto sul campo, appunto, per serietà correttezza, capacità. Inimmaginabili altri scivoloni.
Ieri la consigliera Pd Carmela Rozza hanno sollevato il caso dell’ormai ex vicepresidente del Pat Francesca Zanconato Scaroni, vicina al sindaco, ricordando che la commissione degli esperti nel 2009 non la considerò idonea a occupare il suo seggio nel board della Baggina. Sembra che la Zanconato non fu ammessa perché non avrebbe maturato il requisito indispensabile dei cinque anni di professionalità nella direzione di aziende di servizi alla persona. Il consigliere della Lista Fo Basilio Rizzo ha già presentato un’ interrogazione al sindaco: «Se questi fatti si confermassero veri saremmo davanti a un gravissimo atto di slealtà nei riguardi del consiglio comunale, perché sono stati aggirati i criteri sulle nomine che spettano al Comune».
Oggi alle 13 il dg del Pat, Fabio Nitti, consegnerà le lista dei 105 alloggi sfitti e fornirà chiarimenti sulla gestione del patrimonio immobiliare dell’ente.