Manaudou record, Pellegrini di bronzo

Finale dolce amara per l'azzurra. La francese compie l'impresa, le strappa il record del mondo con un incredibile 1'55"52 e stravince l'oro della finale dei 200 stile libero femminili

Melbourne – La gioia di una sera. Il nome che resta nell'albo d'oro, d'accordo. Ma Federica Pellegrini nella finale dei 200 stile libero si è arresa allo strapotere della francese Laure Manaudou che le ha strappato il primato mondiale (1'55"52 il nuovo crono migliore di tutti i tempi, quasi un secondo meglio del 1'56"47 di ieri) e la medaglia d'oro. L'azzurra di Spinea si è dovuta accontentare del bronzo, alle spalle anche della tedesca Annika Lurz (con 1'55"68). Scarica, forse. Stanca, probabilmente. O semplicemente un passo dietro le rivali. Un gradino più sotto della bella Manaudou, fidanzata del mistista italiano Luca Marin, che ha rinunciato alla semifinale dei 50 dorso per riconquistare lo scettro dei 200 stile, la gara più importante. E la francese al microfono pensa solo al fidanzato: "Non mi aspettavo assolutamente questo record. Luca mi è stato sempre molto vicino e mi ha aiutato a batterlo. Lo dedico a lui. Lo amo".

Fiducia nel futuro "Alla fine la medaglia è arrivata". Federica Pellegrini è soddisfatta dopo il bronzo conquistato nei 200 metri stile libero ai Mondiali di Melbourne. "Il record del mondo l'ho fatto, anche se oggi lo hanno abbassato - dice la Pellegrini ai microfoni della Rai -. Ho nuotato ancora sotto l'1'57", va bene così anche se la forma non era la stessa di ieri pomeriggio. Sapevo che il mio primato non sarebbe durato molto. Non mi aspettavo, però, che la Manaudou lo migliorasse addirittura di 1 secondo. Ho solo 18 anni, si possono fare ancora tante belle cose".

Ancora Phelps Michael Phelps è l’uomo pesce. Nato per l’acqua, per svicolare tra due molecole di idrogeno e una d’ossigeno. Il fenomeno a stelle e strisce ha schiantato l’ennesimo record del mondo. Per la sesta volta ha distrutto il primato dei 200 farfalla nella finale dei Mondiali di Melbourne con 1’52”09, con quasi due secondi di margine sul precedente tempo limite. Ieri per Phelps record e titolo mondiale anche sui 200 stile libero.

Terrin deluso Alessandro Terrin, che aveva dominato le qualificazioni, si spegne dopo i primi 25 metri della finale dei 50 rana. All'azzurro, partito lanciatissimo, sembrano mancare le forze per chiudere e gli avversari si infilano nel varco lasciandolo a guardare il podio dal parterre. Oleg Lisogor ha vinto la medaglia d'oro notando in 27"66. Argento allo statunitense Brendan Hansen in 27"69, bronzo al sudafricano Cameron Van Der Burgh in 27"88. L'italiano Terrin ha chiuso al quarto posto con il tempo di 28"09.

Colbertaldo quarto e contento Federico Colbertaldo, giovane talento del nuoto azzurro, ha chiuso al quarto posto, con record italiano, la gara degli 800 stile libero. Oussama Mellouli ha vinto la medaglia d'oro con il tempo di 7'46"95. Argento al polacco Przemyslaw Stanczyk in 7'47"91, bronzo all'australiano Craig Stevens in 7'48"67. Colbertaldo, molto felice per il risultato e il crono, ha chiuso quarto in 7'49"98, battendo il precedente record italiano di Massimiliano Rosolino.

Magnini prenota Filippo Magnini si è qualificato per la finale mondiale dei 100 stile libero. L'azzurro, campione mondiale ed europeo in carica, ha vinto la sua semifinale con un discreto 48”60, secondo tempo assoluto di qualificazione inferiore soltanto al 48”51 ottenuto dallo statunitense Jason Lezak nella seconda semifinale. Ma “Re Magno” è apparso sicuro e tranquillo con una semifinale in controllo totale sugli avversari.

Pallanuoto amara L'Italia della pallanuoto esce di scena ai mondiali di Melbourne. Il giorno dopo l'eliminazione delle azzurre con le padrone di casa dell'Australia, il Settebello inciampa ancora nella Spagna: niente da fare per la nazionale allenata da Paolo Malara, sconfitta 7-5 e fuori ai quarti di finale. Come era successo due anni fa, nella non brillante spedizione ai mondiali di Montreal, in cui la squadra chiuse all'ottavo posto. La Spagna resta un tabù, perchè l'Italia è da 13 anni che non riesce a batterla. Nella piscina australiana gli iberici si sono mostrati più compatti, e anche più efficaci al tiro. Il Settebello, che pure ha un'ottima difesa e un portiere, Tempesti, cresciuto anche durante il torneo, troppo spesso fallisce davanti alla porta, e non sfrutta l'uomo in più.