Manca Moggi e... tanta esperienza

È stata la scena più interessante dell’ultima partita giocata in B dalla Juventus, quella interpretata da David Trezeguet a favore di dirigenti e tifosi bianconeri (i primi più dei secondi) dopo aver segnato allo Spezia il quindicesimo gol stagionale. Inequivocabile il significato del gesto fatto con le due mani: «Ho compiuto il mio dovere, adesso vado via». E pensare che la conferma di Buffon avrebbe dovuto convincere i compagni di maggior nome a rifiutare le sirene di mercato. Ai microfoni di Sky il francese è stato spietato come quando indossa i panni del killer nell’area di rigore: «Se la nuova società non aveva intenzione di trattenermi, poteva dirlo chiaramente invece di farmi una proposta ridicola. Io mi sono comportato con lealtà, ho mantenuto la promessa fatta a Deschamps, ma non rientro nei piani di questo club. Eppure ho realizzato in 7 anni 140 reti che mi hanno fatto entrare di diritto nella storia della Juventus. Adesso aspetto che il club mi offra un’alternativa di mio gradimento». A suo parere non esistono spazi di manovra. Di diverso avviso l’ad Laurent Blanc: «A Trezeguet abbiamo fatto proposte a settembre, ottobre e novembre, senza esito. Lui non ha voluto firmare. Non è un problema di soldi, ma di disponibilità a dare tutto per questa maglia. Non servono a niente i proclami in diretta tv».
La spaccatura appare insanabile, e non solo perché il contratto del francese scadrà fra un anno esatto. I dirigenti bianconeri ne erano consci da tempo e infatti avevano dato mandato al ds Secco di cedere l’attaccante al miglior offerente per evitare di lasciarselo sfuggire a parametro zero nel giugno 2008. Adesso la situazione è precipitata. Resta però la sensazione che in questa Juve manchi un dirigente di provata esperienza capace di gestire situazioni così delicate. Di qui l’interessamento a Marotta, dg della Sampdoria. Potrebbe essere lui l’uomo giusto da mettere nel posto che fu di Moggi.