Manca: «La pazienza ha un limite Non possono dettare condizioni»

L’assessore: «I profughi sono 15, forse soluzioni diverse solo per loro»

«Sia chiaro, non possono dettare condizioni al Comune e Palazzo Marino può offrire soluzioni alternative solo ai rifugiati che sono quindici e, attenzione, non certo a chi non gode di questo status. Per quei quindici, se lo vorranno, in quel di Gallarate ci sono a disposizione appartamenti con tanto di piscina interna. Ma se pure quest’offerta immobiliare è valutata come inadeguata, be’ non se ne parla più. Sì, non c’è nient’altro da offrire». Guido Manca veste i panni dell’affittacamere ma avverte che «la pazienza ha un limite»: «Milano ha sin qui garantito soluzioni più che dignitose ma oltre non può andare. Se queste strutture sono ritenute inadatte o sono considerate sgradite c’è sempre la Provincia di Milano che si è detta pronta a offrire di meglio e di più».
Assessore, ma qual è l’impegno che si è preso Filippo Penati?
«È lo stesso che si era assunto nella vicenda dei rom sgomberati da Capo Rizzuto e che da mesi attendono di vedere sorgere il villaggio solidale. Villaggio che non esiste nemmeno sulla carta e che, ora, Penati promette pure agli sgomberati di via Lecco».
Duecentosessanta tra uomini, donne e bambini che...
«... quindici rifugiati politici mischiati a duecento e passa immigrati che avevano occupato illegalmente quello stabile, dove persino erano state portate a dormire donne con tanto di lavoro e casa in affitto. Due donne che, ripeto, avevano casa e lavoro e quindi non avevano certo bisogno di occupare abusivamente un palazzo nel cuore di Milano».
Vuol forse dire che esiste una strumentalizzazione, magari a fini elettorali?
«Non si spiegherebbe altrimenti perché far dormire all’addiaccio chi dispone di un letto e di un tetto. E non si risponderebbe altrimenti ad un’altra domandina: perché ogni giorno spariscono persone dai centri? Ieri, ad esempio, altri sette "presunti" rifugiati se ne sono andati da viale Ortles? E perché associazioni contigue alla sinistra continuano a soffiare sul fuoco?
Si riferisce all’Arci?
«Sì e credo che gli assessori di Palazzo Marino dovrebbero selezionare meglio le associazioni e i loro progetti da finanziare. Come dire: meglio togliere munizioni alla sinistra e a quei centri sociali che sono centri di teppismo metropolitano».
È quindi strumentale anche la visita dell’Unhcr?
«Direi che è quantomeno strana. L’Alto commissariato per i rifugiati dell’Onu ha solo funzioni consultive e non certo ispettive. Ma secondo gli organizzatori di questo incontro - che non segue le vie formali, cioè Farnesina e ministero degli Interni - ci sarebbe anche un’ispezione ai luoghi che ospitano gli sgomberati di via Lecco. Un’altra bugia che rende più difficile il dialogo».