«MANCA SOLO IL COORDINATORE...»

Il «divorzio» dagli Ulivisti di Arturo Parisi non le ha fiaccato lo spirito. Anzi, per certi versi, l’ha acuito. E così Rosy Bindi, nella riunione della direzione del Pd di ieri, a proposito del proliferare di correnti mascherate da fondazioni, fedele alla sua nomea di pasionaria, è sbottata caustica: «A questo punto perché non facciamo un coordinatore delle fondazioni? Sarebbe l’uomo più potente del partito... ». Una battuta al vetriolo. Provocatoria, certo. Velenosa e polemica quanto basta, vista la situazione del partito. Del resto la Bindi non è mai stata tenera con quello che nel disfacimento del Pd post tonfo elettorale è diventato un virus: la corsa alla costituzione di associazioni e fondazioni varie. Tra le uscite più dure che la storia recente ricordi quella contro la creatura di Massimo D’Alema, Italianieuropei, bollata di «opacità» di obiettivi.