«Manca una strategia aziendale»

Claudiani (Fit-Cisl): «Non abbiamo pregiudiziali sui manager. Vogliamo un futuro meno incerto»

Gian Maria De Francesco

da Roma

Disegnare la mappa per il rilancio di Alitalia, ma soprattutto ottenere un segnale di discontinuità rispetto al passato dal management. Questo è lo spirito con il quale Claudio Claudiani, segretario generale della Fit-Cisl, si presenterà mercoledì prossimo all’incontro con il governo.
Segretario Claudiani, lo sciopero di oggi è stato sospeso ma assemblee e presidi dei lavoratori proseguiranno.
«È l’effetto di tre mesi di continue sollecitazioni dei sindacati verso l’azienda. Si sta vivendo una fase di disgregazione dell’organizzazione interna e delle relazioni industriali. Ora l’obiettivo è fare chiarezza e ritrovare le coordinate per il rilancio della compagnia».
I sindacati hanno denunciato il calo di redditività e la possibilità di un altro bilancio in rosso nel 2006. Su quali basi?
«Ci atteniamo a quanto emerso dalle prime tre trimestrali del 2005 che non sono in linea con gli obiettivi del piano. Se i nostri dati sono sbagliati, ci consegnino documentazione chiara».
Ma quali sono le vostre rivendicazioni?
«L’atteggiamento di Alitalia è stato quello di liberarsi dei servizi come se fossero un peso. Invece sono una risorsa. I problemi non sono nel costo del lavoro che è tra i più bassi tra le grandi compagnie aeree, ma nella diminuzione delle performance».
Un passo indietro dell’attuale management favorirebbe la conclusione positiva delle trattative?
«Non abbiamo pregiudiziali a favore o contro. Se tutte le parti si mettono intorno a un tavolo, ce la possiamo fare a superare le difficoltà».
Alcuni sindacalisti si lamentano del fatto che Alitalia stia cercando di garantire i voli ricorrendo a soluzioni esterne.
«Il management si è organizzato più per uno scontro che per un incontro anche con l’assunzione di 180 assistenti di volo a tempo determinato. Noi abbiamo assunto un atteggiamento costruttivo: in due anni sono uscite circa 3mila persone e la produttività è aumentata del 20 per cento».
E del progetto di acquisizione di Volare Group cosa dice?
«Manca una strategia per meglio presidiare il mercato domestico nel quale Alitalia ha oggi una quota di mercato inferiore al 50 per cento. In questo quadro va inserita l’eventuale acquisizione di Volare. Da Air France-Klm possono svilupparsi le condizioni per una più forte alleanza internazionale».
Che cosa chiederete al governo mercoledì prossimo?
«Chiederemo una verifica degli accordi dell’ottobre 2004, ma soprattutto un segnale di discontinuità in modo che si diano le condizioni di un futuro meno incerto».