Mancano 4600 infermieri: tanti reparti a rischio «ferie»

La sanità romana chiude per ferie. E quando non chiude riduce del 50 per cento almeno l’assistenza. Il numero di infermieri chiamati ad affiancare i medici è infatti tanto esiguo da non consentire l’erogazione di certe prestazioni. Ricoveri compresi.
È quanto risulta da un’analisi effettuata dalla Fials Confsal sull’organico infermieristico in servizio. Stando ai numeri rilevati dai medici competenti nel Lazio mancherebbero al contingente base necessario per erogare i servizi sufficienti a una popolazione di 5milioni e 200mila persone, 4600 infermieri in più rispetto ai 33 mila gli iscritti all’albo, dei quali 24mila nella capitale. Vale a dire che la sanità della capitale vanta 4 infermieri ogni 1000 abitanti. Si fa per dire perché un vanto proprio non è visto che «la media europea dà indicazioni per una proporzione efficace di 7 infermieri ogni mille abitanti e la media italiana è di 5 ogni mille», spiega il segretario regionale degli autonomi Gianni Romano. Che poi lancia l’allarme stagionale: «Quando si apre la stagione delle ferie i numeri precipitano. Quest’anno il problema s’è presentato già a luglio. Negli anni precedenti la chiusura dei reparti e il trasferimento dei pazienti avveniva per agosto». Il riferimento è al Policlinico Umberto I dove per luglio sono stati tagliati 360 posti letto mentre, per agosto, se ne aggiungeranno altri 80. La situazione non è migliore in altri ospedali. «Al Santo Spirito, che fa capo all’Asl Roma E, se i medici strutturati in servizio risultano 605 gli infermieri sono 807 quando nel 2006 se ne contavano 950. Ossia 143 in più. Questo significa che non viene neppure rispettato il rapporto minino di 1 medico per 3 infermieri come ogni manuale insegna. Certo è che con i turni di ferie l'assistenza si metterà male».
A rincarare la dose sui deficit gestionali dell’Asl Roma E ci si mette pure il dirigente territoriale della Fials Medici Luigi Cignarella che specifica «la mancanza cronica di anestesisti già a stagione piena. Figuriamoci d’estate. Per cui potrebbe essere inevitabile che tutti gli intereventi non reputati di urgenza, saranno rinviati a settembre». Ma a questo punto non può che saltare agli occhi l’ennesima contraddizione: sbirciando gli ultimi atti del manager Pietro Grasso si nota che se viene aperta la ricerca di personale questa non riguarda né anestesisti né infermieri
Per concludere il quadretto dell’offerta assistenziale estiva dobbiamo annoverare un’altra certezza. Quella sugli ambulatori specialistici in capo ad Asl e aziende ospedaliere pubbliche. Ad agosto sono previste riduzioni sull’orario di apertura che, per bene che andrà, sarà fino alle 14. Sabato escluso chiaramente.