Mancano i commessi, la procura va in tilt

Malattie e ferie: gran parte dei 20 addetti non c’è. E i pm fanno i fattorini

Procura a rischio paralisi, e in pericolo sono anche non pochi processi, con la possibilità che i detenuti vengano scarcerati per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Da una settimana, infatti, gran parte dei venti commessi in servizio che hanno il compito di trasportare i fascicoli da un piano all’altro del Palazzo di Giustizia sono assenti. Causa malattia o ferie, ieri si sono presentati al lavoro soltanto in quattro.
A lanciare l’allarme è il procuratore aggiunto Corrado Carnevali: «Se i fascicoli non arrivano in aula entro le nove del mattino, i processi vengono rinviati e si profila il rischio della scadenza dei termini e della scarcerazione dei detenuti. A quel punto giustamente verranno aperti procedimenti disciplinari».
Una situazione, insomma, diventata insostenibile, e che si somma a quella denunciata la scorsa settimana dall’ufficio dei gip, dove la rottura delle fotocopiatrici e di numerosi computer ha reso difficile lo svolgimento dell’attività.
Il procuratore denuncia il blocco di numerosi processi a causa dell’impossibilità di trasferire i faldoni tra i diversi piani del palazzo. L’organizzazione prevede tre giri per ritirare i fascicoli dagli uffici dei gip al settimo piano. Oggi, ad esempio, è previsto lo spostamento dal sesto al quarto degli 80 faldoni relativi all’indagine appena conclusa a carico tra gli altri dell’ex ministro Girolamo Sirchia. Inoltre, nella stanza cosiddetta del «415 bis», dove i difensori possono consultare tutti gli atti nei venti giorni compresi tra la chiusura dell’inchiesta e l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio dei loro assistiti, non c’è più spazio. E solo la scorsa settimana cinque processi a carico di detenuti sono saltati perché i fascicoli non sono arrivati in aula per tempo.
Non solo, perché nove dei venti commessi in pianta organica hanno problemi di salute certificati dal medico del lavoro. Dunque, anche la loro attività è ridotta. Diversi gradi di «inabilità»: c’è chi non può stare in piedi per più di due ore, oppure spostare carichi superiori a 5 chili o spingere carrelli che ne pesano più di 30. E a questi si aggiungono anche handicap più gravi.
La soluzione, secondo Carnevali, sarebbe piuttosto semplice. Basterebbe che il ministero assumesse persone «in grado di svolgere in pieno la loro attività, destinando i commessi disabili a lavori meno pesanti o negli uffici amministrativi».