Mancano i pasti Pellegrini in coda da McDonald’s

Manila Alfano

Immaginate uno sventolio di bandiere provenienti da tutto il mondo a testimoniare la grande fede. Ottocentomila giovani hanno sopportato di tutto, chilometri a piedi con zaino in spalla, lunghe file per mangiare, ore e ore di attesa in mezzo alla strada per riuscire a prendere un bus o un treno. C'è persino qualcuno che ha dormito all'aperto, spiegando il sacco a pelo lungo la strada o alla stazione, perché i treni erano in tilt e non riuscivano a raggiungere la diocesi o la scuola che li ha ospitati per giorni, alla periferia di Colonia. Il progetto organizzativo, perfetto sulla carta, ha presentato parecchie falle, e con i grandi numeri, si sa, non ci sono regole fisse. Mancano i pasti per i ragazzi, molti gruppi sono rimasti privi di pranzo e cena. Colpa di scarsi punti di distribuzione e di previsioni al ribasso. I punti di ristoro sono stati presi d'assalto, chi è in fila è sottoposto a lunghe attese prima di guadagnarsi l’agognato «packet-lunch», il sacchetto del pellegrino. Ma a far fronte alle numerose richieste ci ha pensato il vecchio McDonald’s. Il famoso fast-food americano, con i suoi 26mila ristoranti identici in ogni parte del globo, con 40 milioni di clienti al giorno, è risultato il luogo più gettonato dai giovani pellegrini affamati. «In questi giorni - racconta don Giangiacomo Ruggeri, responsabile della Cei - sono mancati i pasti e abbiamo deciso di ricorrere ai fast-food. Ma i ragazzi, presentando la ricevuta di questi locali, verranno rimborsati dal servizio della pastorale della Cei».
Un venditore ambulante che vende frutta e verdura lungo il corso principale di Colonia si lamenta: «La giornata mondiale della gioventù è stato un carnevale senza alcol, ma le vendite non sono state eccellenti». Una cameriera di un altro fast-food, il Kentucky Fried Chicken, invece commenta soddisfatta: «I ragazzi erano affamati, abbiamo guadagnato tanto». Ci sono stati problemi anche per l’ultimo appuntamento nella spianata a cielo aperto di Marienfeld, che ha dovuto anticipare l’apertura dei cancelli dalle 11.00 alle 8.00 per l’elevato flusso dei ragazzi. Gruppi italiani non sono riusciti ad installare teli blu antipioggia per il divieto del servizio d’ordine dei volontari locali. «Non ci hanno fatto piantare i teloni - racconta don Rosario Dispensa - perché secondo loro possono ostacolare la sicurezza». E una volta cominciata la veglia, diversi maxischermi non funzionavano, rendendo impossibile la visione dell’evento a chi era più lontano.