Mancano i presidi, ripescati i «non idonei»

I bocciati al concorso avranno incarichi solo di supplenza

Tra un mese esatto in Lombardia si torna sui banchi di scuola. Intanto, in attesa del 10 settembre, fervono già i preparativi per il nuovo anno scolastico, a cominciare dall’assegnazione dei dirigenti ai singoli istituti. In campo c’è chi ha superato il concorso pubblico, ma - ed ecco il primo paradosso - anche chi è stato bocciato. Il motivo? I vincitori non sono sufficienti a coprire i posti disponibili.
Insomma, prima si selezionano le persone idonee all’incarico poi, per necessità, si ripesca nel mazzo delle seconde e terze scelte.
Il problema più grosso, però, riguarda i docenti: da qui all’avvio del nuovo anno scolastico, infatti, si dovrà perfezionare l’immissione in ruolo di oltre 3000 docenti. Le cattedre che rimarranno vacanti verranno ricoperte con l’assegnazione di 6000 contratti a termine. Di questi, almeno 2000 insegnanti dovrebbero ricoprire il ruolo di sostegno agli studenti disabili. A quanto pare, però, solo il 60-70 per cento delle richiesta verrà soddisfatta: «Sono tagli assurdi e a farne le spese saranno al solito i più deboli», commenta Rita Frigerio di Cisl Scuola. Da considerare anche l’aspetto qualitativo della questione: il contratto a termine, infatti, impedisce la continuità nell’assistenza e la specializzazione rispetto a problematiche delicate come la disabilità.