Mancano i soldi per le case, non per i dischi

A poco sono servite le polemiche iniziate già dal passaggio in commissione dell’idea. Il Comune va avanti e si compra una collezione di dischi. Con 27 voti a favore, 15 contro e due astenuti, la maggioranza di centro sinistra ha detto sì all'acquisto del negozio «Giovanni Tasso» in via del Campo. Il 29 rosso, infatti, contiene una ricca raccolta di dischi e fotografie di cantautori genovesi, la maggior parte dei quali relativi alla produzione di De Andrè. Nessun pezzo personale, nessun cimelio particolare, se non la chitarra del cantautore, attorno alla quale si è aperto un piccolo giallo sull’inserimento o meno nella delibera dell’amministrazione. Con 400 mila euro, il Comune rileva l'attività e quindi anche il materiale in inventario. Una decisione che ha fatto rabbrividire tutto il centro destra. Che, ora, assicura battaglia. «Non più di due giorni fa abbiamo fatto una commissione consigliare sugli alloggi popolari - racconta Raffaella Della Bianca, capogruppo di Forza Italia -. Ce ne sono 200 in attesa di ristrutturazione, ma non ci sono i soldi. E questi quattrocentomila euro?». Le priorità per il Comune, insomma, non sembrano esattamente quelle di un periodo di crisi.
Alcuni dubbi sulla spesa sono state avanzate dall'Italia dei Valori. Una spaccatura che si è poi ricomposta in fase di votazione. Non è del tutto chiaro neppure come verranno impiegati i locali: se proseguirà l'attività commerciale o se il negozio sarà trasformato in un museo. Ed eventualmente, in questa seconda ipotesi, con quali «pezzi» di reale valore possa attirare visitatori dal momento che solo la chitarra appartenuta a Faber potrebbe avere qualche valore e che esiste già una mediateca di livello regionale che meglio potrebbe ospitare i dischi del «magazzino» di Tassio. Il «conto», tra spesa per l'immobile e per la collezione di dischi e oggetti vari, è importante, specie in un momento in cui le casse del Comune piangono. «Dubito che chi, per tutta la vita, ha cantato le storie degli "ultimi" - continua la Della Bianca - avrebbe mai apprezzato una simile iniziativa». «È così che la politica si allontana sempre di più dalle persone - dichiara Giuseppe Murolo, An -. Sono cose da radical chic, che poco si sposano con le reali esigenze della città». Tra i banchi dell’opposizione anche Franco De Benedictis, consigliere della Lista Biasotti, aveva puntato l’indice contro le scelte di Tursi di intervenire a rilevare un’attività commerciale, per di più in dichiarata difficoltà.
Nell'affare «Gianni Tassio», desta perplessità anche il parere di copertura finanziaria, che non è espresso nei documenti presentati ieri al consiglio. Non è da escludersi, da parte della minoranza, il ricorso alla corte dei conti.