Mancano i soldi, ma non per i fumatori

I soldi mancano per tutto. Non si sa come rimarginare il deficit finanziario della sanità regionale e si cerca di limitare il debito tagliando posti letto, reintroducendo il ticket sui farmaci e quello sul pronto soccorso, chiudendo ospedali e aumentando l’addizionale Irpef e Irap. Ma quando di mezzo c’è il fumo e i «diritti» di chi non può fare a meno della sigaretta i soldi saltano fuori. E pure tanti. Tre milioni e mezzo di euro, per la precisione. Tanti ne ha stanziati la Regione Lazio per aiutare i gestori dei locali a creare le sale per i fumatori, come risulta dalla delibera regionale pubblicata sul bollettino dello scorso 20 novembre. L’incentivo della Regione copre fino al 50 per cento delle spese che dovrebbe affrontare il gestore per creare apposite sale fumatori.
Una decisione che non è affatto piaciuta a Mariadelaide Franchi, presidente dell’Associazione italiana pazienti Bpco (broncopneumopatia cronica ostruttiva), che per esprimere la sua amarezza ha scritto al presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, e all’assessore alla Salute, Augusto Battaglia. «È una scelta che sorprende - sostiene la Franchi - visto il deficit di miliardi che pesa sul Lazio e l’assenza di fondi per attuare il piano di prevenzione e terapia del tabagismo, previsto dal progetto di formazione per pianificatori regionali del ministero della Salute e della Lega tumori. Una scelta che ci trova fortemente critici e che rischia di veder vanificate tante battaglie contro il fumo e le malattie respiratorie». Per la Franchi si tratta di «un’iniziativa del tutto ingiustificata nei confronti delle persone con malattie respiratorie e degli operatori sanitari impegnati a lottare contro i danni dovuti al fumo, ma anche nei confronti dei cittadini del Lazio che non possono capire questa scelta politica». Medesima incredulità esprime Lorenzo Corbetta, docente di Pneumologia presso il servizio di fisiopatologia respiratoria dell’università di Firenze. «È scandaloso - afferma - che i soldi pubblici vengano investiti per creare futuri malati».