Mancano le vocazioni?Le clarisse lancianoun appello sul web

Attraverso un sito internet le suore di Portici (Napoli) raccontano la propria giornata e sperano di incuriosire i giovani sulla vita di clausura

Uno dei problemi principali del Vaticano è la mancanza di vocazioni, soprattutto per quegli ordini che impongono la clausura. Così accanto alla "Giornata mondiale delle vocazioni" e alle campagne di sensibilizzazione alcuni monasteri si stanno organizzando per contattare i giovani attraverso i nuovi strumenti, come hanno fatto le clarisse di Portici, in provincia di Napoli.

Sul loro sito internet le tredici suore raccontano la propria storia, la propria giornata e cercano nuove consorelle. "Aiutateci a farci conoscere, spiegate chi siamo e che cosa facciamo - racconta la madre badessa, suor Nunzia Emanuela, al Mattino  - La clausura è un mondo straordinario ancora da scoprire e noi purtroppo non possiamo aiutarvi a farlo". Una vita dura, inasprita dal fatto che "in un convento che potrebbe ospitarne almeno il doppio, siamo poche, troppo poche e dobbiamo occuparci di tutto. Lavoriamo sodo dall’alba al tramonto, senza contare che due consorelle hanno più di novant’anni, lucidissime per carità, ma assolutamente bisognose della nostra assistenza. Il tempo per pregare? Sempre meno, dobbiamo alzarci alle 5 per far tutto senza rinunciare ai nostri momenti di silenzio e meditazione", spiega suor Nunzia.

Da qui nasce l'idea di creare un indirizzo email con il quale rispondere alle domande dall'esterno. L'accesso al computer, come accade per telefono e altri media, è riservato alla madre badessa, salvo qualche eccezione: "Spesso sono io a pregare le sorelle più giovani di andare a controllare la posta per verificare messaggi e comunicazioni. Talvolta sono loro a chiedermi il permesso di accendere il computer per fare ricerche generiche o saperne di più su quello che succede nel mondo. In ogni caso è chiaro che si tratta di un mezzo di comunicazione che utilizziamo con attenzione e tanta moderazione. Qui siamo in clausura".