Mancava: Travaglio canta

Il cabarettista del Travaglino, sull’Unità di martedì, ha elogiato Ferruccio De Bortoli che ha scelto di «fare solo il giornalista» e cioè di dare «un rarissimo segnale di vita del giornalismo italiano», dunque «è bello sapere che almeno uno ha detto di no», visto che «non c’è nulla di più incompatibile col giornalismo della Rai». Capito? L’ha scritto Travaglio. A elogiare chi faccia «solo il giornalista», cioè, è un presunto giornalista che fa comizi alle manifestazioni politiche di Grillo e Di Pietro, spalleggia quest’ultimo in ogni dove, fa spettacolini teatrali, invoca il diritto di satira anziché di opinione, vende dvd di se stesso, libri che lasciamo stare, fa pseudo-lezioni universitarie, e mancava solo che a Sanremo cantasse un verbale di De Magistris: in compenso si è messo a cantare ieri sera ad Annozero. Ed è riuscito pure a scrivere che «non c’è nulla di più incompatibile col giornalismo della Rai» facendo il giornalista in Rai. È lo stesso che ieri, sempre sull’Unità, se l’è presa con chi ha «spiattellato verbali a favore di telecamera» (lui, giuro) e con chi ha trasmesso il video di un interrogatorio senza che ci fossero polemiche: «Trattandosi di romeni, silenzio di tomba». Cioè: Travaglio non legge neppure il giornale della sua città, La Stampa, che ieri titolava in prima pagina: «Interrogatorio in tv, bufera sulla polizia. Pd e Pdl uniti nel condannare la decisione». Troppi mestieri. Anche cantante. Anche comico.