Manciata di voti tra i municipi e Tursi

Meno afflusso alle urne in queste amministrative, disamore per la politica, astensione per protesta, schede bianche, schede nulle. Ma nell’analisi del voto, a due giorni dalle elezioni, contando qualche numero qua e là ecco la sorpresa: più di un candidato ai consigli dei nove municipi genovesi, dal Centro Est al Levante, dalla Bassa Val Bisagno alla Val Polcevera, ha ricevuto tanti voti quanti gli avrebbero praticamente consetito l’accesso al consiglio comunale. Insomma, un piccolo sforzo esteso a tutto il territorio cittadino e non limitato all’ambito del municipio, e più di un candidato si sarebbe potuto accomodare sulle poltroncine di velluto rosso di Tursi.
Ecco qualche esempio. A guidare questo piccolo esercito è Roberta Bergamaschi, del Centro Est, che per Forza Italia ha preso 504 voti. Remo Viazzi, ultimo degli «azzurri» eletti in consiglio comunale, di voti ne ha ricevuti 538. Sempre nel Centro Est e sempre di Forza Italia ricordiamo il giovane Elio Salterini, con 290 voti. Nella stessa circoscrizione Lorenzo Pellerano, lista Biasotti, ha preso 512 voti (558 Lillia Lauro eletta a Tursi) mentre Giannalberto Conte della Lega Nord ha portato a casa 309 preferenze.
A Sampierdarena e San Teodoro, municipio Centro Ovest, la sorpresa è Luca Mazzolino, figlio del’ex assessore comunale Tullio, che, in corsa per l’Udc, con 314 preferenze risulta il terzo più votato di tutto il municipio dietro ai diessini Roberto Cifarelli (346) e Roberta Braggio (343) ed è così entrato in consiglio. Correva invece per Allenanza Nazionale, nella circoscrizione Medio Levante, Fabio Orengo che ha ottenuto 284 voti, mentre ne ha ottenuti 432 Mario Montaldo di Forza Italia.
Ma c’è un’isola rossa, quella della Val Polcevera che comprende Rivarolo, Bolzaneto e Pontedecimo, dove il fenomeno si chiama Federico Casabella, giornalista ventottenne, collaboratore del nostro Giornale, che con Forza Italia ha ottenuto la bellezza di 360 preferenze. «Sono in politica da quando ho diciotto anni e questo è il mio terzo mandato in consiglio di circoscrizione. Dieci anni fa sono stato eletto con 194 voti, l’ultima volta con 275 e oggi con 360». Un successo personale davvero notevole, per niente inficiato dallo «scherzetto» che un gruppo di buontemponi gli ha giocato nella notte tra sabato e la domenica del voto. «Tutta le delegazione nottetempo è stata tappezzata di volantini dove il mio nome - spiega sorridendo Casabella - è stato trasformato in “Tettabella” e potete facilmente immaginare cosa è stato fatto della mia fotografia. Comunque a questi volonterosi attacchini delle tenebre devo solo della riconoscenza: senz’altro hanno contribuito anche loro al mio successo personale».
«Tettabella» a parte, per quale motivo a Certosa, e non solo, dove la sinistra la fa da padrona, 360 persone hanno scelto Casabella e il partito di Silvio Berlusoni? «In questi anni ho vissuto la vita del quartiere a fondo, accostandomi ai problemi della gente, ascoltando quello che le persone, di qualunque colore fossero, avevano da dire. Per questo nei seggi dove sono stato votato si è registrata una notevole discrepanza tra i voti di Forza Italia nelle schede rosa del municipio rispetto a quelli di Provincia e Comune. Vuol dire che la gente ha scelto la persona, non il partito».
E tra cinque anni, il salto in Comune? «Per ora la risposta è no. Proprio perché un impegno di quel tipo ha connotazioni più strettamente politiche. Oggi preferisco rapportarmi con le persone. Comunque mai dire mai».