Mancini: «È ancora presto per parlare di fuga»

La doppietta dell’argentino stende il Napoli. Aggirati i divieti: tifosi azzurri a San Siro

da Milano
Anche se ha incassato un ulteriore vittoria casalinga, il tecnico nerazzurro, Roberto Mancini, non vuole ancora farsi illusioni sull’esito del campionato. «Non c’è nessuna fuga - ha detto il tecnico al termine della partita contro il Napoli - è ancora troppo presto, quel che viene viene». Una prudenza, quella del mister marchigiano dovuta forse «all’apprensione» che la sua squadra gli ha fatto patire gli ultimi 5’ del secondo tempo, quando Sosa ha accorciato le distanze e tentato di riaprire una gara che sembrava già archiviata.
«Abbiamo avuto troppe palle gol - ha affermato Mancini - alla fine abbiamo cercato di controllare la gara e invece andava chiusa molto prima». Più che un biasimo rivolta ai singoli giocatori è una bacchettata allo spirito col quale la sua Inter ha interpretato la gara. «All’inizio comunque abbiamo trovato un Napoli disposto molto bene in campo - ha riconosciuto il tecnico nerazzurro - che si è dimostrato superiore a centrocampo». Anche l’uomo partita della serata, Cruz, ha reso onore agli avversari. «Sono arrivati a San Siro - ha detto l’attaccante argentino - cercando sempre di giocare e non solo di difendersi. Alla fine ci hanno anche spaventato un po’. Per parte mia sono contento di aver giocato dal primo minuto e di aver pure fatto gol».
Se c’è qualcuno che invece è meno contento è il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis che non ha risparmiato una stoccata a Reja. «Non mi aspettavo nulla di più - ha detto De Laurentiis - da un Napoli che si riaffacciava in seria A dopo tanti anni, forse una mossa strategica differente, qualche cambio prima e non all’ultimo quarto d’ora. C’è da meravigliarsi di come il Napoli cresce e gira, forse è meglio essere un poi più furbi». Il presidente De Laurentiis ha poi cercato di stemperare subito i toni: «Come dice Eduardo De Filippo gli esami non finiscono mai». «Non solo i maestri - ha quindi aggiunto il presidente napoletano - devono preparare gli scolari, ma anche i maestri devono prepararsi la lezione».
Davanti a questa tirata d’orecchi il tecnico Reja non può che abbassare la testa. «Il presidente è una persona competente - ha detto - visto che abbiamo perso avrà ragione lui». «Questa è stata una gara importante - ha comunque voluto ribadire Reja - è la prima volta che incontravamo la squadra più forte d’Europa e abbiamo fatto vedere che ci siamo».