Mancini: «Aria di sorpasso? Magari fosse la volta buona»

Non vince una stracittadina da tre anni; l’allenatore è preoccupato: «L’assenza di Materazzi è un problema. L’ombra di Vieri? Temo più Gilardino e Kakà»

nostro inviato ad Appiano G.
Riuscirà il nostro eroe a vincere quel derby che, tra campionato e Champions, manca all’Inter dal 3 marzo 2002? Riuscirà il nostro eroe a cancellare un’astinenza di successi che dura la bellezza di 1.092 giorni? Il nostro eroe, Roberto Mancini, avrebbe anche la voglia matta di riuscire nell’impresa, ma la paura di subire un’altra delusione è tanta. Perchè di questo Milan, anche se non lo dice apertamente, Mancini ha paura, come ha paura questa sera di trovarsi a 13 punti dalla Juventus e di dare con largo anticipo l’addio alla speranza di raggiungere lo scudetto. Ma, come spesso accade, la paura provoca l’effetto opposto e allora, dopo aver nei giorni scorsi fatto paventare la possibilità di un’Inter a una sola punta (Adriano) e 5 centrocampisti, Mancini sembra essere tornato sulla retta via, con quelle due punte, nell’ormai classico 4-4-2, che ormai rappresentano il suo dogma calcistico. Con Figo riportato sulla destra, Veron in cabina regia, Cambiasso a fare argine in mezzo e Stankovic a creare pericoli sulla sinistra. Già, ma come vincere questo derby dopo che anche Massimo Moratti si aspetta «ovviamente una vittoria»?
«Dovremo cercare di vincere come sempre, come tutte le domeniche», la risposta di Mancini. «Dobbiamo recuperare punti dalla vetta e per farlo non possiamo comportarci diversamente, occorrono particolare attenzione e determinazione, ma senza strani accorgimenti come qualcuno potrebbe credere. Non possiamo permetterci di perdere altri punti dalla Juve. Però, prima di cercare di raggiungerla, è importante superare anche chi è davanti a noi». Il Milan, ovviamente, che da quando è sulla panchina nerazzurra, Mancini ha sempre visto davanti in classifica e ora invece è lì, pronto ad essere sorpassato. Nell’impresa ci credono di più il patron Massimo Moratti, che ha fatto visita alla squadra e il presidente Giacinto Facchetti che si è trattenuto a lungo con i giocatori. Mancini, a chi gli chiedeva come regalo di Natale “il sorpasso”, ha risposto alzando gli occhi al cielo con un «magari» che la dice lunga sul suo stato d’animo. E la sconfitta è vista da Mancini come l’ultimo dei mali: «Perdere il derby non significherebbe essere tagliati fuori dallo scudetto, ci sono ancora troppe partite. Arriverà un momento del campionato nel quale anche i bianconeri lasceranno qualche punto in partite che sembrano facili, perchè questo è il calcio».
Sul favorito del derby, Mancini non ha dubbi: «Il Milan: sono due punti avanti, per questo sono leggermente favoriti. Ma poi, come spesso accade, queste cose non contano più perchè i derby sono sempre partite che hanno una storia particolare. Nei 4 derby giocati con me in panchina, c’è sempre stato grande equilibrio, dove avrebbe potuto vincere una delle due squadre e mai il Milan ci ha dominati, ma sono solo stati favoriti da episodi. Inter e Milan hanno due grandi gruppi, per questo si gioca sempre sul filo dell’equilibrio». A sentire il nome di Vieri, Mancini sorride: «Christian è uno dei tanti campioni che ha il Milan, ma noi non dobbiamo avere paura di nessuno. Dobbiamo prestare però tanta attenzione ai vari Shevchenko, Kakà, Gilardino. Anche il Milan dovrà preoccuparsi dei nostri campioni che sono altrettanto pericolosi. Mi spiace che non ci siano Recoba e Materazzi, stavano andando davvero bene. Soprattutto la sostituzione di Marco mi creerà qualche problema». Insomma, Mancini è preoccupato. E la carica di Moratti non basta a farlo dormire.