Mancini: «Deciderà Moratti però sto leggendo molte cose...»

Gian Piero Scevola

Questa volta Roberto Mancini non ne può davvero più e le sue amare parole, prima della trasferta a Cagliari dove si presenterà con una squadra con tanti primavera, sanno tanto di addio, malgrado la sterzata e i dubbi amletici di Massimo Moratti sull’allenatore dell’Inter per la prossima stagione. «Il fatto è che quando si scrivono fatti così precisi come quelli usciti in questi giorni, ci sono per forza cose vere», afferma il tecnico nerazzurro. «Non ho la minima idea di quello che potrà o non potrà succedere. Bisogna chiedere a Moratti, è lui che deve rispondere alle domande sul mio futuro. Ho un contratto anche per il prossimo anno, però so benissimo che i contratti non contano molto». E poi, con l’amaro dipinto sul volto: «Bisogna solo avere pazienza, ormai sono rimasti due giorni, non credo che si andrà oltre per sapere».
Potrebbe non arrivare il terzo anno di Inter, Mancini lo sa e non si nasconde. Non sa se resterà l'allenatore dell'Inter, ma di sicuro gli resta l'orgoglio: «Ho fatto il mio lavoro. Non so che cosa accadrà ma io ho fatto tutto al meglio delle mie possibilità, anche se qualche cosa è andata bene e qualche altra meno. Però, sinceramente, credo sia stato un ottimo lavoro. L’Inter ha giocato bene e la gente si è divertita anche se c'è stata qualche delusione. E poi il terzo posto dell'Inter in questo momento non è neanche giusto, perché i campionati non sono stati regolari».
Mancini è disgustato dagli scandali che stanno sconquassando il calcio italiano e in proposito non stenta a utilizzare l’ennesima frase dura: «Ci hanno preso tutti per i fondelli», è la sua considerazione amara. Ma adesso come adesso, è inevitabile che quello che più preme al Mancio sia il suo futuro, sul quale incombe - ironia della sorte - proprio Fabio Capello, il tecnico con il quale Mancini non ha mai avuto alcun tipo di feeling. «Ma se dovrò andare via, non mi cambia molto su chi punterà l’Inter. Comunque, se veramente dovessi andarmene, spero di farlo lasciando un buon ricordo».
E sulla eventuale rinascita di Adriano, con Capello, lo jesino commenta sarcastico: «Mi auguro per Adriano che possa rinascere, anche se non mi sembra sia mai morto. Mi sembra che Adriano abbia sempre giocato anche se non l’ha fatto benissimo, ma questo può capitare a un giocatore. Comunque ci è mancata la possibilità di giocare un campionato con regole vere, che siano rispettate da tutti: questa è la cosa più importante per l'Inter e per tutte le altre squadre non coinvolte. E anche per i tifosi. Credo che, comunque, all'Inter manchi qualcosa. Poi vedremo se ne parlerò io o se lo farà qualcun altro».